Editoria: “Digital Food Marketing – Guida pratica per ristoratori intraprendenti”

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Cucina e sala non bastano più. Nel mondo del social marketing, per avere successo nel campo della ristorazione occorre saper stare anche online nel modo giusto. Consigli e soluzioni sono a disposizione su “Digital food marketing” di Nicoletta Polliotto

Nicoletta Polliotto Digital Food Marketing

Che un ristoratore debba saper stare dietro ai fornelli è tanto scontato quanto – ahimé – non più sufficiente. Nel mondo dei social media e del content marketing, è fondamentale che il titolare di un ristorante con velleità di successo conosca e sia a suo agio anche con il computer, i social network e così via. Sembra un’ovvietà, ma se l’editoria di settore vive un autentico boom evidentemente c’è un mercato che ha bisogno di informazioni e risposte. Al riguardo è uscita da poco un utile e professionale vademecum, “Digital Food Marketing – Guida pratica per ristoratori intraprendenti” a cura della torinese Nicoletta Polliotto (ed. Hoepli) che affronta il tema dell’evoluzione digitale della ristorazione in Italia.

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Rivolto a chef, ristoratori e operatori F&B, il manuale dedicato al Digital Food Marketing accompagna il lettore, in modo semplice e pratico, nella costruzione del piano di marketing digitale per il ristorante. Nei suoi 11 capitoli, con prefazione di Valerio Massimo Visintin, ogni parte del sistema di comunicazione, promozione e vendita dell’offerta è raccontata attraverso semplici How-to-do, conditi con Buone pratiche, Interviste agli specialisti e Testimonianze di brand del food e dell’accoglienza ristorativa. Pratici spunti da applicare subito in cucina e in sala.

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Si tratta di un settore che vive una costante evoluzione, ma che non per questo ha bisogno di una rivoluzione. “Il lavoro del marketer digitale – spiega Nicoletta Polliotto, al secondo libro dopo Ingredienti di Digital Marketing per la Ristorazione (ed. Dario Flaccovio) – ha molto in comune con quello del cuoco: è fatto di discussioni, relazioni, coordinamento e leadership, calcoli, progetti, conti che devono tornare. Azienda, persone e brand che devono crescere. E le coordinate sono: ascolto e sperimentazione”. All’autrice di  Digital Food Marketing abbiamo posto qualche domanda:

A quale domanda del mercato vuoi dare risposte con questa guida?

Nel precedente libro (scritto con Luca Bove) ci eravamo rivolti a due principali target-lettori: il ristoratore e il food marketer. Mi sono resa conto che ristoratori, somministratori e chef avevano bisogno di una guida più semplice, pratica e ricca di casi di studio di colleghi che prima di loro avessero percorso lo stesso cammino di digitalizzazione. Questo libro è rivolto a foodmakers, f&b manger, proprietari di ristoranti, pizzaioli, chef, cuochi, gelatieri, bartender… Auspico che ogni titolare di azienda ristorativa abbia in ufficio o sul banco una copia del manuale…. La ristorazione italiana ha segno positivo ogni anno, ma un turnover pazzesco, scarsa professionalità soprattuto in sala, indici di produttività tra i più bassi in Europa, mortalità aziendale da far tremare i polsi. Il ristorante deve andare a braccia aperte verso il futuro. Sennò muore.

Come si sono evoluti negli ultimi 10 anni i ristoratori italiani?

Molto poco. Rispetto all’offerta la soluzione non è quanti piatti riesci a destrutturare o a rivisitare. Non è seguire ora questa ora quella tendenza. Neanche adottare uno strumento tecnologicamente evoluto per far vedere quanto si è avanti. Le coordinate sono due: comprendere che il ristorante (o il locale) è un’azienda e che come tale va gestita; avere coscienza che il ristorante non è tutta cucina e che occorre investire sulla relazione e sull’accoglienza (e quindi soprattutto sul digitale). Da quando nell’ottobre 2015 è uscito il mio primo libro la condizione dei ristoranti non è cambiata moltissimo. Abbiamo ancora scarsa considerazione della brand identity, osceni siti web, poca cura nella gestione dei social media, grande ignoranza verso il local e mobile marketing, arroganza nella gestione delle relazioni digitali, soprattutto a proposito di recensioni. Aggiungiamo scarsa capacità di progettare la propria comunicazione e una quasi nulla visione del futuro della ristorazione e del proprio brand positioning. Spezzo una lancia in favore di alcuni attenti imprenditori, giovani e meno, intelligenti, pronti a rimettersi in discussione che sto incontrando. Leggono e commentano il mio blog CnR Comunicazione nella Ristorazione, mi contattano dopo avermi sentito in qualche conferenza o diretta video su Facebook. Vengono alla presentazione del mio libro e intervengono in modo mirato. Li incontro anche nelle mie analisi e ricerche quotidiane online. Molti di questi ristoratori intraprendenti sono nelle pagine del manuale, portati come case history. Qualcosa si muove…

I tre errori più comuni in cui ti sei imbattuta (e le relative soluzioni)?

Primo errore
Essere acidi e sgradevoli nei confronti dei clienti che utilizzano il mobile anche al ristorante.
Primo consiglio
Il tuo cliente viaggia col mobile sempre nel palmo della mano, non ostacolarlo. Google è un eco-sistema che l’operatore non può trascurare perché padroneggia l’età delle recensioni, offre strumenti di analisi molto importanti e domina la local search (ricerca localizzata) fatta da 4 utenti su 5 (ben 88% da smartphone e 84% da desktop o tablet).
Secondo errore
Pensare di bastare a se stessi e quindi che la propria arte attiri le mosche sul miele senza dover muovere un dito. O al contrario, aprire tutti gli strumenti e gli account sui social media possibili, lasciandoli inesorabilmente inutilizzati e deserti.
Secondo consiglio
Individua pochi strumenti e procedi passo passo. Nel piano di digital food marketing di un ristorante oggi non possono mancare un lavoro di definizione di offerta e quindi di identità di marca accurata, un sito web future proof, semplice, funzionale e pensato per gli altri e non per sé, una strategia geniale di local marketing, dei copy asciutti e visual marketing originale e accurato, sistemi di distribuzione del prodotto fluido (dal food delivery al cuoco a domicilio). Parti con pochi elementi per ottimizzare risorse economiche e il tuo tempo/energia.
Terzo errore
Avere menù da brivido, perché si sottovaluta la potenza devastante dell’unico strumento di promozione e vendita che ogni nostro cliente è costretto a leggere.
Terzo consiglio
Il menu design è diventata una vera e propria mania per me. Uno strumento così potente che, come testimonia il centro studi Gallup in USA, tiene inchiodato il cliente tra i 109 e i 120 secondi, con cui poter ottimizzare il profitto. In realtà è una costante delusione ogni volta che entro in un ristorante, pizzeria o locale, tanto che ho creato una personale “Menu Horror Picture Show” che mette realmente i brividi… Attraverso il menù vendi piatti, racconti filosofia e storia della tua cucina e del tuo locale. Il menù influisce su ogni euro in entrata o uscita dalla tua attività, progettalo con intelligenza!

Il pregiudizio più diffuso?

Non so se per arroganza o per complesso di inferiorità, si pensa che tutti i nostri competitor sguinzaglino orde di finti clienti (pagandoli ovviamente) per lasciarci recensioni negative e stroncanti. Mi sembra una visione bizzarra e poco razionale. Ma sul discorso delle recensioni penso che sia necessaria una seconda intervista, non trovi? (Of course, ndF)

Quale immagini possa essere la frontiera, in questo settore?

Dipende da cosa intendi per frontiera. In questi tempi pare sia considerata un limite invalicabile, un muro insuperabile. Se la concepisci invece come luogo da raggiungere e da superare per trovare nuovi terreni fertili e conquistabili, penso che i nuovi orizzonti per la ristorazione italiana siano così riassumibili:
1. creazione di cultura d’impresa
2. cultura digitale e digitalizzazione aziendale
3. migliorare la capacità di progettare per definire meglio offerta, identità, comunicazione e vendita
4. ridefinizione del ruolo dello chef e del ristoratore, meno star e più ambasciatore di cultura e di profondi valori (vedi anche il successo di Bottura che secondo me sta andando in questa direzione)
5. meno show-cooking e più formazione!
6. creare più rete e imparare a confrontarsi e condividere esperienze (qui tiro in ballo le associazioni di categoria che si devono velocizzare e aggiornare, right now!)

 Digital Food Marketing copertina

Digital Food Marketing. Guida pratica per ristoratori intraprendenti
Nicoletta Polliotto
Ulrico Hoepli Editore spa
24,90 euro
304 pagine
ISBN:                 8820382792
ISBN ebook:       978-8820382797
Website:          digitalfoodbook.com
Amazon:          http://amzn.to/2oXid3N

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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