La tratta tra Africa e America è tristemente nota per la rotta schiavista: oggi da quel connubio nasce però anche un Rum, e viene dedicato allo scrittore e attivista nigeriano del XVIII secolo Olaudah Equiano

Pensando al distillato per eccellenza dell’America latina, il Rum, non possiamo esimerci dal riflettere sul ruolo sociale che la coltivazione della canna da zucchero ha avuto nei secoli: la sua coltivazione, che oggi è una preziosa risorsa economica per i popoli locali, era all’epoca avidamente desiderata dalle corti europee, che per ottenerla non esitarono a coltivarla sfruttando una mano d’opera coatta importata contro il proprio desiderio, ovvero gli schiavi africani. Oggi però paradossalmente il connubio tra il continente nero e la canna da zucchero potrebbe portare in un’altra direzione, ovvero verso quella di una risorsa per far entrare l’Africa nel mondo dei distillati con prodotti competitivi e interessanti.

Equiano

Ne è un esempio il recentemente uscito Equiano, premium rum Invecchiato 100% che nasce dalla collaborazione tra la prestigiosa Grey Distillery nelle Mauritius e la Foursquare Distillery nelle Barbados.

Questo rum viene miscelato e maturato in botti di quercia bianca americana precedentemente utilizzate per il bourbon, e a causa del clima tropicale, sia alle Mauritius che nei Caraibi “subisce” un angel share è molto elevato, e arriva dopo 8 anni ad avere la stessa maturità di uno spirito Invecchiato in Europa per circa 21-24 anni.

Ma oltre al piacere del palato, è anche interessante scoprire che il nome del prodotto rende omaggio a Olaudah Equiano, noto anche come Gustavus Vassa (Essaka, 1745 circa – Londra, 31 marzo 1797),  scrittore e attivista nigeriano del XVIII secolo.

Olaudah Equiano

La sua storia infatti ci riporta proprio agli anni bui in cui lo scrittore nato in Nigeria racconta nella sua opera: oltre a raccontare del proprio popolo e dei popoli incontrati dopo la sua cattura, narra del suo viaggio su una nave di schiavi, la brutalità della schiavitù nelle colonie della Indie Occidentali, Virginia, Georgia e la privazione dei diritti civili subita dalle persone liberate di colore  in quegli stessi luoghi.

A 21 anni, riuscì ad riscattare la propria libertà e decide di andare in  Inghilterra, precisamente a Londra, dove sarà parte attiva del movimento abolizionista, e  grazie al successo della sua l’autobiografia “The Interesting Narrative of the Life of Olaudah Equiano, or Gustavus Vassa the African “ nel 1789 riuscirà a sensibilizzare ulteriormente l’opininione pubblica.

Olaudah Equiano

Oggi per fortuna il valore della sua opera è solo quello di mantenere viva la memoria, e la sua battaglia è vinta, ma è bello pensare che con un omaggio come questo Rum si voglia tenere alta la bandiera della cultura, e al contempo dare un nuovo senso a quella rotta marittima che pareva solo negativa ed  è invece oggi fonte d’opportunità, e proprio per omaggiarne la memoria ogni anno, il 5% dei profitti aziendali viene devoluto ad associazioni o progetti che hanno come obiettivo la promozione della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani.

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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