La Florence Cocktail Week celebra il suo decimo anniversario confermandosi come spazio di ricerca, sperimentazione e confronto. È proprio all’interno di questa cornice che si è svolta il 17 aprile la terza edizione di Reverso Martini, contest ideato da Gintastico in collaborazione con il Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia, ormai diventato uno degli appuntamenti più significativi dedicati alla reinterpretazione contemporanea del Martini.

La competizione ha riunito bartender provenienti da alcune delle realtà del territorio toscano, chiamati a confrontarsi su un tema tanto classico quanto complesso: rielaborare il Martini mantenendone l’identità, ma spingendolo verso nuove possibilità espressive. Non si è trattato, quindi, di un semplice esercizio di innovazione, ma piuttosto un lavoro di equilibrio tra rispetto della tradizione e creatività.

A distinguersi è stata Carlotta Grassi, bartender di Elementi Cocktail e Pizza, che ha conquistato la giuria con Riviera Dirty, un twist sul Dirty Martini capace di unire coerenza strutturale e visione contemporanea. Il cocktail si inserisce in una linea di ricerca che guarda al classico non con staticità, ma come base da cui sviluppare nuove narrazioni. L’elemento centrale del lavoro di Grassi è rappresentato dallo studio dell’equilibrio sensoriale: salinità, acidità e componente aromatica vengono rielaborate attraverso ingredienti alternativi, mantenendo però una continuità con la struttura originaria del drink. In particolare, l’utilizzo di un lemon brine ottenuto dallo sciroppo dei Limoni di Riviera del frantoio sostituisce la tradizionale salamoia delle olive, dimostrando come un intervento mirato possa modificare profondamente il risultato senza snaturarne la struttura.

Questo evidenzia una tendenza sempre più evidente nella mixology contemporanea: l’attenzione verso prodotti identitari e territoriali, utilizzati non come semplice elemento decorativo ma come componente strutturale del cocktail. In questo senso, il contributo del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dell’oliva Taggiasca e dei suoi derivati, estendendone l’impiego oltre i confini della cucina.

La giuria, composta da professionisti provenienti da ambiti diversi – dalla ristorazione al giornalismo di settore – ha valutato le proposte secondo criteri che riflettono la complessità della disciplina: tecnica, bilanciamento, creatività e presentazione. Ne risulta un’idea di mixology sempre più strutturata, in cui la componente estetica si affianca a una solida base di studio e progettazione.
Menzione speciale anche per Lorenzo Ghironi con il suo Un Martini in Frantoio, riconosciuto per la capacità di integrare in modo armonico una più ampia selezione di prodotti dell’azienda ligure.

Il dialogo tra mixology e conserve, richiamato anche dagli organizzatori, rappresenta infatti uno degli aspetti più rilevanti di questa edizione. L’idea che un dettaglio – come la sostituzione dell’oliva con una cipollina, nel caso del Gibson – possa ridefinire completamente l’identità di un drink, diventa il punto di partenza per poter esplorare le possibilità creative offerte dalla contaminazione tra mondi diversi.
La giornata conclusiva ha inoltre previsto un momento di apertura al pubblico, con la guest shift di Elisa Favaron presso Giacosa 1815, a testimonianza di come eventi di questo tipo non si esauriscano nella competizione, ma contribuiscano alla costruzione di una cultura condivisa del bere miscelato.
La Reverso Martini, più che una semplice gara, si configura come evento che pone i riflettori su un settore in continua evoluzione, in cui il legame tra territorio e innovazione rappresenta uno degli elementi più promettenti.

