Firenze, le cinque attrazioni gastronomiche (che fanno mettere la gente in coda)

Dalla bistecca ai panini fino… al cioccolato. Merito di TripAdvisor, di una reputazione consolidata o – perché no? – di entrambe. Ecco le cinque attrazioni gastronomiche di Firenze, quelle cioè per cui la gente è disposta a mettersi in coda

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Non solo gli Uffizi con le sue sale o la Galleria dell’Accademia con il David di Michelangelo. Nella Firenze che sempre più spesso viene paragonata a una Disneyland per il turismo mordi-e-fuggi e per una certa inclinazione a (s)vendere la propria anima al visitatore di passaggio, c’è chi ogni giorno si mette in coda per mangiare. Merito di TridAdvisor, di una reputazione consolidata, del lavoro delle guide, del passaparola o – talvolta – da un insieme di fattori: sta di fatto che Firenze ha ormai una serie di attrazioni gastronomiche che, al pari di un museo, attirano centinaia di persone disposte ad aspettare pazientemente il loro turno in coda. Eccona una rassegna:

I panini dell’Antico Vinaio

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Ne abbiamo parlato qui. E lo ribadiamo: all’Antico Vinaio i panini li fanno bene, sono buoni, ecc… Che piaccia o no, che lo si consideri come la normalità o un paradosso, poco importa. Una coda di oltre 45 minuti me la aspetto davanti agli Uffizi, non per mangiare un panino che è sì buono ma non così diverso da quello che viene servito in altri locali analoghi persino nelle vicinanze di via de’ Neri. La chiave del successo dell’Antico Vinaio è la quantità abnorme di recensioni su TripAdvisor, tanto che il locale è stato più volte preso come una delle case histories proprio per illustrare la potenza del colosso americano di recensioni online. Ogni giorno, i turisti stanno in coda con pazienza per assaggiare un panino la cui oggettiva bontà viene dilatata esponenzialmente ed autoalimentata dai meccanismi della rete.

La chianina della Trattoria dell’Oste – Chianineria

attrazioni gastronomiche

Ecco l’outsider che non ti aspetti. Se in città non ha forse ancora espresso al massimo le proprie potenzialità, pagando dazio a locali ben più “pompati” e sulla breccia dell’onda, all’estero evidentemente le cose cambiano. Ci sono turisti un po’ da tutto il mondo, che letteralmente macinano chilometri per arrivare alla porta del ristorante di via Alamanni e mettersi in coda. Con cadenza quasi quotidiana, davanti all’ingresso si forma una lunga fila di persone, attirata dalla bistecca di chianina alla fiorentina. Il segreto? Probabilmente l’essere entrato nei canali giusti e offrire – nella città delle molte tourism trapuna carne certificata Igp. Sta di fatto che nel novero delle attrazioni gastronomiche c’è. Eccome.

I panini dei Fratellini

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Altro nome storico in città: nonostante la scarsa dimensione – appena 5 metri quadri – la bottega dei fratelli Armando e Michele Perrini funziona a ritmi invidiabili, grazie al banco a vista dove vengono esposti gli ingredienti con cui sono preparate le 29 varianti di panini presenti nel menù. Inoltre è possibile combinare gli ingredienti a piacere, creando il proprio panino personale. Qualche esempio? Crudo, caprino e rucola; acciuga e salsa verde; salame di cinghiale e burro, lardo marinato, salsiccia cruda e melanzana. I fratelli sono soliti preferire prodotti a km0, come i salumi toscani forniti dal loro laboratorio di fiducia oppure prodotti certificati come la Mozzarella di Bufala Campana DOP.

La bistecca del Latini

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È uno dei locali storici della città, da sempre un tempio della bistecca alla fiorentina. Basti pensare che è saldamente presente in tutte le classifiche sulla miglior bistecca della città, e persino nella nostra meta-classifica del settore. Merito del lavoro di Torello Latini e della sua famiglia, che hanno reso il ristorante un punto fermo della ristorazione cittadina. Ossia una delle attrazioni gastronomiche in piena regola. Ecco perché non è affatto inusuale passare dal locale di via de’ Palchetti e trovare un nugolo di persone – turisti, ma non solo – in attesa che si liberi un tavolo.

Trattoria Zazà

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Partita come una “semplice” trattoria di cucina toscana, col tempo ha letteralmente rosicchiato spazi ampliandosi sulla piazza del Mercato centrale (a scapito delle altre strutture, ma è la dura legge del mercato). L’essere inserito in diverse guide turistiche internazionali lo ha portato a poter contare su un numero costante di avventori, con tanto di code nei giorni più proficui.

La cucina toscana di Marione

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Un altro nome storico della ristorazione cittadina, si divide equamente tra la clientela turistica e quella fiorentina. Gli uni come gli altri, però, devono mettersi in coda quando il locale – e non è una situazione infrequente, per sua fortuna – è pieno. La cucina è tipica fiorentina, con tutti gli evergreen del caso, l’unica pecca è il turnover che de facto gli avventori devono sopportare: gustarti una cena sapendo che fuori dalla porta ci sono decine di persone in attesa che tu abbia finito può non mettere esattamente nello spirito giusto.

La cascata di cioccolato di Venchi

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Se le immagini non fossero sufficienti, ecco il video che mostra la cascata di cioccolato di Venchi, in via dei Calzaioli. Il cioccolato è buono, e negli anni ha anche vinto qualche premio; il gelato non è nella top10 cittadina ma di sicuro è ben davanti a tanti altri colleghi di zona. La vera attrazione però è lei: la cascata che tiene in movimento il cioccolato, così come insegnava Willy Wonka, uno che se ne intende.

Marco Gemelli

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.ilforchettiere.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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