Al Grand Hotel Villa Medici debutta la “dependance” dell’Harry’s Bar, nel giardino segreto dell’albergo. Presenti in carta tutti gli evergreen dello storico ristorante, più un cocktail ad hoc e… la pizza!

Due necessità, una virtù. Seguendo la falsariga di un modello di co-business oggi in voga, due noti brand di riferimento a cavallo tra la ristorazione e l’hotellerie come Harry’s Bar e Sina Hotels decidono di unire le forze per rispondere a una comune necessità – quella di ampliare l’offerta per i propri ospiti – declinata in due sfumature diverse. Per lo storico ristorante e cocktail bar sul lungarno Vespucci c’era infatti l’esigenza di aumentare gli spazi all’aperto e mettere a disposizione un’alternativa en plen air agli habitué, per il Grand Hotel Villa Medici invece era importante trovare un modo per entrare nel cuore dei fiorentini prendendoli… per la gola.

È noto che la via che conduce al cuore passi anche dallo stomaco, ed è così che prende vita Harry’s Bar The Garden, all’interno del giardino – orfano dello storico albero di Paulonia, ahimé – del ristorante che fino a pochi mesi fa era gestito da Luigi Incrocci, nel frattempo passato alla corte di Rivoire. «Questo progetto – spiega il presidente di Sina Hotels, Bernabò Bocca – nasce con l’obiettivo di offrire ai nostri ospiti e alla città di Firenze la possibilità di vivere e scoprire luoghi, dove il binomio tra l’atmosfera affascinante, tipica di un hotel 5 stelle, e la cucina fondata sui prodotti di qualità e sull’esperienza come quella di Harry’s Bar Firenze, rappresentano il valore aggiunto».

Il primo particolare a colpire chi un po’ conosce il mood Harry’s Bar è la rassicurante presenza delle tipiche tovaglie dello stesso iconico colore di quelle presenti dal 1953 sul lungarno Vespucci. Basta un’occhiata al menù, poi, per rendersi conto che il “raddoppio” a Porta al Prato non ha spostato di una virgola l’offerta gastronomica che ci si aspetta di trovare nel mondo Harry’s Bar. Nelle due carte – quelle del bistrot e del ristorante – sono così presenti tutti gli evergreen della “cucina della memoria” di Harry’s Bar, dai tagliolini gratinati al prosciutto al carpaccio di manzo fino al cocktail di gamberi o al pollo al curry.

Sul fronte mixology, invece, all’immancabile Bellini si affianca una novità: per celebrare questa nuova apertura, ecco il cocktail di nuova creazione Pink 53, oltre ai classici Negroni, Bellini e Martini Harry’s. Proprio il 1953 è l’anno di nascita dell’Harry’s Bar Firenze e il rosa è il colore che lo accompagna da sempre e che in questo caso si trasferisce nel bicchiere, grazie al colore dei lamponi – sia freschi che con sciroppo – insieme a Martini bianco e prosecco.

pizza convivium 2019

All’Harry’s Bar The Garden non lascia poi indifferenti una novità, che segna un punto di svolta nei canoni dello storico ristorante: si tratta della pizza napoletana, che fa il suo debutto con le insegne dell’Harry’s Bar (era già presente durante l’estate nel giardino segreto del Villa Medici). Quattro variazioni su tema, dalle classiche Margherita e Marinara fino alla pizza “special” a gusto del pizzaiolo, con prezzi che vanno dai 19 ai 25 euro. Una scommessa, dal momento che sul versante della pizza Firenze vive già un momento piuttosto florido e che nel carnet dei piatti storici di Harry’s Bar manca una voce dedicata all’arte bianca. Una scommessa audace, non lo nascondiamo, ma non è proprio agli audaci che arride la fortuna?

«Sono un sostenitore della cucina degli affetti e non degli effetti e credo nella buona offerta della cucina internazionale fondata sui prodotti di alta qualità del nostro territorio. Sono convinto che con questo progetto creato insieme al Sina Villa Medici, potremo mettere in campo il valore di due realtà d’eccellenza per la città di Firenze» sostiene infatti il proprietario di Harry’s Bar Firenze, Francesco Bechi.

 

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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