domenica 25 Ottobre 2026
HomeNewsFirenze, storia e...

Firenze, storia e tradizione: i 160 anni della trattoria Antico Fattore

A 160 anni dall'apertura, la trattoria Antico Fattore non è soltanto un ristorante: è un monumento conviviale alla Firenze viva, alla Toscana che ama il proprio piatto, alla cultura che si fa tavola. Festeggiare l'anniversario significa riconoscere che mangiare bene non è un gesto isolato, ma riconoscersi in una storia più ampia

Quando in via Lambertesca si iniziavano a servire i primi piatti, a Londra Lewis Carroll dava alle stampe “Alice nel paese delle meraviglie” e al di là dell’oceano veniva abolita la schiavitù (e Abraham Lincoln veniva assassinato da John Wilkes Booth…). Questo e molto altro accadeva, mentre nel cuore pulsante di Firenze – fra le vie che respirano storia e arte, a due passi da Palazzo Vecchio e proprio nell’anno in cui la città diventava capitale d’Italia – apriva i battenti un indirizzo che è diventato simbolo inossidabile della tradizione culinaria fiorentina: la trattoria Antico Fattore.

Fondata nel 1865, la trattoria festeggia oggi ben 160 anni di vita, fra tavole imbandite, racconti, pietanze che portano con sé memorie contadine e nobili, e un’atmosfera che incrocia arte, cultura e buon cibo. Nel corso dei decenni, l’Antico Fattore è sopravvissuta a grandi momenti storici: dall’alluvione del 1966 alla bomba di via dei Georgofili del 1993, mantenendo saldo il suo ruolo nella scena cittadina. Le sale accoglievano pittori, scultori, scrittori — un cenacolo fiorentino dove arte e tavola si incontravano, dove la “bella vita” della città respirava fra i tavoli – ed è qui che negli anni Trenta nacque il premio omonimo, appannaggio tra gli altri di Eugenio Montale o Salvatore Quasimodo.

La cucina dell’Antico Fattore è quella che i nostri nonni chiamavano “di sussistenza” e che oggi, con la giusta eleganza, continua a raccontare la Toscana: zuppe, paste fresche, arrosti, carni alla griglia, la famosa bistecca alla fiorentina, contorni di stagione, olio e vino toscani. Se ci si ferma a riflettere che sedendo a uno dei suoi tavoli si entra in un racconto lungo 160 anni, si comprende come alla base del fascino dell’Antico Fattore non ci sia solo la nostalgia di tempi passati, ma consapevolezza che la tradizione è valore da custodire.

La scelta del locale, in via Lambertesca, angolo con via dei Georgofili, non è casuale: gestita oggi dall’imprenditore Giacomo Lucia (foto in alto) coi fratelli Alessio, Gaia e Serena, dopo l’epopea del babbo Angelo, la trattoria è testimonianza di una città, della sua enogastronomia, della sua capacità di trasformarsi senza dimenticare da dove viene. Per celebrare il traguardo dei 160 anni di attività, la trattoria ha organizzato un evento che si estende alla città, con installazioni in via dei Georgofili che raccontano la storia del locale e della città, reading e musica in via Lambertesca, degustazioni di piatti storici della cucina fiorentina ed esposizioni di oggetti della tradizione enologica e oleicola nel Chiasso dei Baroncelli.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Silvia Casagrande
Silvia Casagrande
Nata a Verona, si laurea in Comunicazione e giornalismo a Siena e collabora con l'Unità. Dopo varie vite tra Firenze, Bologna e Granada, dal 2024 torna ad occuparsi di giornalismo enogastronomico collaborando con Cibo Today e Il Forchettiere. Non ha mai smesso di interessarsi al cibo, soprattutto quando racconta l'identità di un territorio e la sua evoluzione in ottica multiculturale. È appassionata di cucina vegetale e sostenibile.

ARTICOLI SIMILI

La Guida Michelin avrebbe utilizzato l'intelligenza artificiale per scrivere le recensioni di alcuni ristoranti di Dallas, negli Stati Uniti. A sostenerlo è un'inchiesta pubblicata...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...