Nel 90° anniversario dalla fondazione a Firenze, la gelateria Badiani continua la sua espansione tra i nove punti vendita a Londra (dove è un must tra i vip) più due in Spagna. E nella City lancia il gelato delivery in 40 minuti

gelateria badiani
ph. Denise Esposito

Chissà se in quel mattino del 1932 Idilio Badiani immaginava che un giorno la sua gelateria sarebbe diventata un’istituzione di Firenze. Chissà se avrebbe scommesso un centesimo (di lire, of course) che novant’anni dopo il suo nome sarebbe stato incoronato a livello europeo aprendo la strada a un’espansione nel Regno Unito e in Spagna.

Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, a partire dall’ingresso nel 1993 di una nuova proprietà e l’arrivo di un cultore del gelato come Paolo Pomposi con il suo gusto più iconico, quel Buontalenti ispirato all’architetto fiorentino che del gelato fu inventore. E così da qualche anno il sogno di Idilio Badiani è realtà.

Già, la gelateria Badiani di viale dei Mille compie novant’anni, e ormai da cinque anni ha iniziato un percorso di espansione che l’ha portata prima al debutto londinese (era il 2015, l’anno in cui Paolo Pomposi trionfò nella City con il Gelato Festival) e poi al consolidamento, fino agli attuali nove negozi sparsi tra Notting Hill, Chelsea, Angel, Covent Garden e Mayfair, più due in Spagna, a Barcellona e Sotogrande (nell’hotel di proprietà di Leo Messi, by the way). A Londra, in modo particolare in quartieri particolarmente alti come Notting Hill, è mèta di vip, soprattutto calciatori.

Dall’esordio come attività di quartiere, oggi la gelateria Badiani conta su 130 dipendenti e una produzione totale di 250 tonnellate di gelato artigianale, per un fatturato 2023 previsto in 11 milioni di euro. Del resto, se in Italia il comparto del gelato è messo in ginocchio dall’aumento dei costi delle utenze, il Regno Unito non è alle prese con questo problema. Ma non è tutto: grazie a un packaging che sfrutta il ghiaccio secco, Badiani è il primo brand di gelato artigianale a offrire consegne in 40 minuti all’interno della City e a Barcellona, oppure in 24 ore in tutto il Regno Unito. Al punto che oggi il 25% del suo fatturato viene dall’e-commerce.

Il gelato non viene realizzato a Firenze, naturalmente, ma sono presenti laboratori sia a Londra che a Barcellona. La ricetta è identica ovunque, i prezzi dipendono dai singoli mercati (nella City si parte da 4,20 sterline, in linea con un prodotto artigianale di qualità) mentre i gusti sono gli stessi. La gelateria Badiani ha dunque portato in Inghilterra e in Spagna i suoi cavalli di battaglia – gettonatissimo è il Buontalenti al pistacchio, ad esempio, così come la variante “Dolce Vita” con variegatura al cioccolato e nocciola – e ha sviluppato gusti ad hoc, come il “Sant Jordi” (latte e panna con salsa di fragole e un tocco di cioccolato) e il “Barcellona” (cioccolato bianco con curcuma e salsa di lamponi).

gelateria badiani

Missione compiuta? Macché: l’obiettivo della gelateria Badiani è di continuare a crescere nel retail: “Vogliamo consolidare il brand sia nel Regno Unito che in Spagna – spiegano i fratelli Paolo e Patrizio Badiani – per arrivare ad essere la più importante catena di gelato artigianale nei due Paesi”. Sono in corso di valutazione sia lo sbarco in altri Paesi sia una nuova apertura a Firenze e/o l’espansione in Italia.

gelateria badiani

Uno dei valori della gelateria Badiani è la sostenibilità soprattutto nei gesti di tutti i giorni. I laboratori utilizzano un sistema idrico a spreco zero: l’acqua della lavorazione viene utilizzata per il raffreddamento delle macchine. Il brand collabora con produttori locali in ogni piazza dove è presente: gli ingredienti principali come panna, latte, zucchero e uova, sono a km0 e limitano l’impatto ambientale. Sul fronte dell’aspetto visual, alla brand designer Ilaria Legato è andato il compito di valorizzare l’identità della gelateria Badiani.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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