lunedì 26 Ottobre 2026
HomeStorie e personaggiUn gentlemen's club...

Un gentlemen’s club sotterraneo: vi raccontiamo la Ménagere segreta

Al piano sotterraneo della Ménagere, a Firenze, sorgerà un Gentlemen’s Club esclusivo, dall’accesso soltanto su invito, con lounge bar, biliardo, fumoir e cantina

Ménagere

È la parte meno visibile di quel “luogo dei luoghi” frutto di un restyling che ha creato connessioni e intrecci tra gli spazi a più livelli. Ecco quindi coesistere all’interno della nuova Ménagere di Firenze un’area bar & cocktail, una galleria centrale che fa da “quinta” prospettica alla zona ristorante, con saletta privata che si estende fino allo chef’s table, mentre sull’altro fronte spicca il lunghissimo tavolo comune del bistrot in legno di quercia con una parete di vasi vintage in vetro.

Ma se altre sale sono ispirate alle business lounge aeroportuali anni ’60, è l’intero piano seminterrato a ritagliarsi il ruolo di “spazio nascosto” della nuova Ménagere. Passata la prima fase di rodaggio, infatti, qui infatti sorgerà un Gentlemen’s Club aperto solo ai membri di un circolo esclusivo. Potranno accedere i soci e gli amici di questi ultimi, secondo un sistema di inviti ancora allo studio della famiglia Manfredi, proprietaria della struttura.

Ménagere

In particolare, le fondamenta del locale – una volta adibite a cantine e cucine del palazzo e dove storicamente era ospitato un jazz club – sono state ripensate dalla proprietà come un circolo contemporaneo, ritrovo di un’élite cittadina (e probabilmente anche internazionale), che punta su una serie di attrattive.

Ménagere

A esempio, nella Ménagere nascosta c’è un’importante selezione di distillati, una cantina privata dedicata, una cinematografica sala biliardo nonché su un fumoir e cigar room dove trascorrere serate e dopocena in conversazione. Un ambiente raccolto, ovattato, dove lo studio di architettura e design di Claudio Nardi ha pensato a decori, tappezzerie di ispirazione anni ’40 per una situazione di massima privacy.

Resta da capire quando il Gentlemen’s Club sarà operativo, se funzionerà con un sistema di card rilasciate dalla Ménagere e come trovare un punto d’equilibrio tra l’esigenza di non allargare troppo la platea degli inviti e non limitarla eccessivamente. Un’idea, ad esempio, potrebbe essere di selezionare un numero iniziale di membri cui riconoscere un numero progressivo decrescente di inviti (es. i primi 10 possono invitare 3 persone ciascuno, questi solo 2 e questi ultimi un altro solo ospite, per un totale di 160 potenziali invitati).

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...