Tanto semplice, ma tanto complesso: stiamo parlando del Gin Tonic, uno dei cocktail più amati al mondo, che domani viene celebrato in una giornata in suo onore. Ma come nasce questo cocktail, e come lo si compone? Ne abbiamo parlato con un esperto in materia, Il Gingegnere, bartender di professione ed influencer suo malgrado, che ci ha spiegato il ruolo della tonica, come sceglierla

“Come si fa a scegliere la tonica giusta per il proprio cocktail? Proverò a spiegarvelo con qualche esempio pratico. Se mi trovo a dover fare un cocktail con un classico London Dry, da tradizione cercherò una tonica ricca di chinino. Un prodotto di primissima qualità! Userei questa tonica con tutti i Gin di stampo più secco, più “gineproso”, dall’impostazione classica, ma anche con quelli dalle spiccate note floreali e fruttate, perché penso che il suo profumo intenso e la gasatura persistente ne valorizzino appieno le note olfattive e gustative già presenti. Per i Gin Mediterranei (che oggigiorno sono sempre di più) userei ad esempioinvece Alpex Tonic Water Italian Taste, che con estratti naturali di rosmarino e note agrumate va a riprendere perfettamente il lavoro del distillatore, esaltandolo. Ma non pensate che le regole siano fisse ed inamovibili… A me, per esempio, piace spesso usare una tonica come quest’ultima insieme a un Gin di stampo classico, proprio per dargli un tocco più morbido. Con un London Dry scoprirete così una sensazione di freschezza piacevolmente persistente e un nuovo bouquet di profumi e aromi. Insomma, bisogna sperimentare, sperimentare e sperimentare per scoprire cosa ci piace davvero! Come per tutto nella vita, d’altronde”

 

 

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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