La Toscana si conferma tra le regioni più competitive per l’arte bianca, e non solo sulla napoletana. Nuove soddisfazioni anche per la Degustazione, dove vince lo Spela

Se la settimana scorsa si erano già conosciuti i nomi dei pizzaioli trispicchiati della guida del Gambero Rosso 2022 e già nel Granducato si era brindato ad un’altra annata da incorniciare, si è dovuto aspettare la giornata odierna per scoprire che tra i premi speciali della guida del Gambero c’è spazio per un’altro trionfo toscano.

Nella prestigiosa categoria  “pizze dell’anno” che riconosce l’indimenticabile creazione di un abinamento riuscito infatti, a portare a casa il trofeo è Lo Spela a Greve in Chianti (FI), con la sua Petto d’Anatra. La pizza in questione, realizzata da Tommaso Mazzei, si compone con petto d’anatra cotto a bassa temperatura, fiordilatte, spinacino fresco, salsa al whisky.

Ecco anche i vincitori per le altre sottocategorie, a partire dall’intramontabile napoletana:

Pizza Napoletana: Summer Light (scarola saltata, provola, hummus di ceci, cucunci, sfoglia di baccalà, rosti di patate e zest di limone), da La Contrada ad Aversa (CE).

Pizza all’Italiana: Tonno Subito (scamorza affumicata, ventresca di tonno e misticanza all’aceto, salsa tartara di mandorle), da Al4 a Roncade (TV).

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Pizza a Taglio: Pizza con friggitelli (friggitelli arrostiti con bufala, pomodorini e alici, tutto a crudo), da Lievito Pizza, Pane a Roma.

Pizza Dolce: Assoluto di pesca (namelaka alla pesca bianca, zabaione, salsa di vino e pesche, brunoise di pesca noce, menta, chips di pesca tabacchiera, noci pecan), da Seu Pizza Illuminati a Roma.

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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