domenica 25 Ottobre 2026
HomeTerritoriLa grappa e...

La grappa e il rito del resentin trentino

È l’arte di diluire la grappa nel caffè. O meglio, in ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè. È il resentin trentino: il calore del caffè esalta gli aromi del distillato

Molti di noi lo hanno fatto, almeno una volta, alla fine di un pasto impegnativo. Per qualcuno probabilmente è un’abitudine consolidata, per altri l’unico modo di degustare una grappa smorzandone l’alcolicità. Si chiama resentin, dal dialetto trentino, ed è il rituale di diluire la grappa nel caffè. O meglio, in ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè.

resentin

Abbiamo scoperto l’origine del nome – “resentare” significa far piazza pulita, pulire – e del rito stesso a Trento, durante una degustazione di grappe Trento Doc. In linea generale la grappa può essere bevuta prima, dopo ma anche durante il caffè. Se insieme ad esso – in proporzioni analoghe – il calore del caffè esalta i profumi del liquore, il rito del “resentin” serve invece come risciacquo della tazzina. Molti evitano infatti di sorseggiare tutto il caffè, lasciandone volontariamente qualche goccia per poi aggiungere la grappa e ripulire il fondo e i bordi. Et voilà, il resentin è servito.

+++Aggiornamento: alcuni lettori ci segnalano che il rito del resentin è caratteristico anche di regioni come il Friuli e il Veneto, notoriamente con un’importante tradizione di produzione di grappa. Ci sembra doveroso integrare il testo con questa nota, poiché rappresenta un patrimonio gastronomico regionale collettivo. +++

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

L’Italia travolta dalla “Japan ingredient mania”: il nuovo volto dell’italiano gastro-evoluto raccontato dalla giornalista giapponese Mako Kobayashi

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...