È l’arte di diluire la grappa nel caffè. O meglio, in ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè. È il resentin trentino: il calore del caffè esalta gli aromi del distillato

Molti di noi lo hanno fatto, almeno una volta, alla fine di un pasto impegnativo. Per qualcuno probabilmente è un’abitudine consolidata, per altri l’unico modo di degustare una grappa smorzandone l’alcolicità. Si chiama resentin, dal dialetto trentino, ed è il rituale di diluire la grappa nel caffè. O meglio, in ciò che resta nella tazzina dopo che si è bevuto il caffè.

resentin

Abbiamo scoperto l’origine del nome – “resentare” significa far piazza pulita, pulire – e del rito stesso a Trento, durante una degustazione di grappe Trento Doc. In linea generale la grappa può essere bevuta prima, dopo ma anche durante il caffè. Se insieme ad esso – in proporzioni analoghe – il calore del caffè esalta i profumi del liquore, il rito del “resentin” serve invece come risciacquo della tazzina. Molti evitano infatti di sorseggiare tutto il caffè, lasciandone volontariamente qualche goccia per poi aggiungere la grappa e ripulire il fondo e i bordi. Et voilà, il resentin è servito.

+++Aggiornamento: alcuni lettori ci segnalano che il rito del resentin è caratteristico anche di regioni come il Friuli e il Veneto, notoriamente con un’importante tradizione di produzione di grappa. Ci sembra doveroso integrare il testo con questa nota, poiché rappresenta un patrimonio gastronomico regionale collettivo. +++

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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