venerdì 23 Ottobre 2026
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Le orecchiette sbarcano in città: dalla Puglia arriva Moyé

Moyé Firenze

Le orecchiette, certo. E con le cime di rape, che altro se no? Le friselle, i taralli, il Primitivo e il Negramaro, i vini del Salento, la calamarata, i pomodori profumati di Sud, le zuppe di ceci e cozze oppure di cicerchie. Le scamorzine e le “bombette”. Le mozzarelle e le burrate, con un tocco in più: fatte “live” dal casaro dietro il banco.

Moyé Firenze

Oggi la Puglia sbarca a Firenze. In pieno centro: via del Parione, accanto alla gioielleria Settepassi, di fronte alla parete di Santa Trinita. Zona nobile, nobilissima. Zona che sa di Sud, incredibile ma vero, a due passi c’è il regno delle mozzarelle, quell’Obikà dal nome solo in apparenza esotico, simil-nipponico, in realtà richiama un modo di dire tutto partenopeo, “’o vi’ ccà”, insomma “lo vedi qua, ecco qua”.

Moyé Firenze

E la Puglia risponde con un altro nome-slogan folgorante: Moyé. Insomma “adesso è”, ma in realtà molto di più, la sferzata di energia che fa partire una giornata, un’idea, una iniziativa. Locale ampio: quattro sale con un centinaio di posti. Arredo minimal-chic: il legno a liste rifinito da modanature di prezioso marmo screziato. Tutto bianco, e tanto bel vetro. Idee bellicose: apertura sette su sette, dal breakfast (intorno alle 9,30) fino a mezzanotte. Staff giovane e sorridente. Concetto: il bello e il buono e il profumato, preparato e servito. Magari non c’è il salumiere e il macellaio, certo: però i ragazzi della cucina impastano acqua e farina a preparare paste sempre fresche, e il casaro – come si diceva – confeziona in diretta burrate e mozzarelle. Servizio di caffetteria, e poi ristorante. Come si è accennato, centoventi posti. E’ il terzo nato, il Moyé fiorentino – che oggi apre la caffetteria e lunedì il ristorante – dopo quelli di Milano e di Chieti; e per adesso è anche il più grande, in attesa di un altro centro più ampio ancora, di nuovo a Milano.

Moyé Firenze

Promette bene, dentro c’è anche una Bottega del Gusto dove si acquistano prodotti selezionati. Rigorosamente pugliesi, mentre a tavola si può mangiare anche “qualcosa di toscano”. Eh già, “chi siete, cosa portate? Un fiorino!”. Da provare.

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