sabato 10 Ottobre 2026
HomeViaggiMangiare esotico a...

Mangiare esotico a Monaco di Baviera: da Aimy la Thailandia è servita

A Monaco di Baviera il ristorante Aimy esprime una cucina thai con un twist sud est asiatico accattivante, meritando una menzione in Michelin

Ci troviamo in pieno centro a Monaco di Baviera. È qui che ha sede il ristorante thailandese che più mi ha stupito in Baviera, Aimy. Cucina thai, certo, ma con un twist sud est asiatico molto accattivante, ma così tanto da essersi meritato la menzione nella Rossa. Appena si arriva si viene accolti da un bellissimo spazio esterno, nel quale, gli ospiti si possono accomodare nella bella stagione. All’interno troviamo un locale da 70 coperti con un arredamento e luci soffuse che contrastano in maniera elegante con le pareti in pietra. Lampadari rossi, statue di Buddah dorate e colorate piante secche danno movimento ad un ambiente altrimenti troppo scuro per cenarci.

Particolari due grandi poltrone vicino alla porta d’ingresso, a lanciare il messaggio che il locale prende vita dall’aperitivo al dopo cena. Nel retro della sala, un piccolo american bar dietro al quale si vede danzare il bartender nella preparazione dei cocktail. Servizio attento e gentile, personale multilingua, cosa che in un ristorante menzionato sulla Michelin non guasta mai. Interessante é la carta vini nella quale troviamo un’ottima selezione di champagne e vini italiani, francesi e tedeschi.

Il menù presenta piatti thailandesi per circa il 70%, per il restante vietnamiti. Tutti reinterpretati in chiave contemporanea con una forte influenza fusion. Ottime le materie prime utilizzate, base fondamentale per la buona riuscita delle creazioni dello chef. Lo chef Viet Hai Pham sostiene che un buon cuoco è ricordato se i suoi piatti lasciano un buon sapore in bocca ai suoi clienti. Sembra sia un detto thailandese, di difficile traduzione esatta in italiano, che sta a significare che sei ricordato se fai del bene alle persone che hai intorno. Ed il suo far del bene lo persegue con i suoi piatti dal gusto e sapore indimenticabili.

Iniziamo la degustazione con dei gamberoni avvolti in pasta fillo, fritti con maionese all’avocado e salsa agrodolce. La frittura risulta perfettamente asciutta e croccante. L’effetto crunchy è persistente mangiando ed è piacevole e rinfrescante aggiungere ad ogni boccone la maionese all’avocado. La salsa agrodolce è di buona fattura, ma cerchiamo di utilizzarla il meno possibile affinché il gambero non perda la sua deliziosa croccantezza. Il gambero, cotto alla perfezione, sprigiona tutto il suo sapore ad ogni boccone.

Arrivo al piatto principale, lo spezzatino d’anatra e verdure. Queste ultime, hanno una doppia cottura: prima saltate nel wok con erbe asiatiche ed una salsa thai fatta in casa. Poi, una volta pronto lo spezzatino d’anatra, vengono saltate assieme alla carne in modo che i sapori si mixino in un tripudio di colori e profumi veramente notevole. Il tradizionale riso bianco accompagna lo spezzatino. Il riso non dovrebbe essere mangiato come pane, ma inserito a poco a poco nel piatto, mischiandolo con la carne e la verdura per un boccone completo e godurioso.

Visto che non è la prima volta che facciamo visita al locale, non riusciamo a fare a meno del loro dessert di frutta mista e gelato. Alla vaniglia, sopra, e sotto, una spuma di cioccolato. Frutta freschissima e di ottimo sapore. Se vi piace la cucina etnica in generale e quella thai in particolare, se vi trovate a Monaco di Baviera non perdetevi questo ristorante che consiglio la sera per una cena romantica, a pranzo per goderne tranquillità. E con il bel tempo, perché no, godere anche della bella veranda esterna. Rapporto qualità prezzo corretto rispetto alla qualità offerta ed all’ambiente.

Photo Credit: Aimy Restaurant

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

Stefano Incerti
Stefano Incerti
Classe 1973, milanese di nascita e toscano d'adozione, Interprete e traduttore con cinque lingue all'attivo più l'italiano (madrelingua), viaggia per il mondo da quando aveva 14 anni. Appassionato di fine dining si è seduto al tavolo dei più prestigiosi ristoranti del globo conoscendo chef stellati e celebrity italiane ed internazionali. Nel 2018 crea il suo profilo Instagram @stefanokitchen (perché le sue cene finiscono sempre nella cucina degli chef) ed all'attivo conta più di 500 top restaurants recensiti nel mondo. Collabora come Food Writer per magazine gastronomici e guide ristoranti in Italia ed all’estero e detesta chi non prende la cucina sul serio. Come dice sempre lui, enjoy!

ARTICOLI SIMILI

Questa storia comincia come una vecchia barzelletta: c'erano un italiano, un argentino, uno sloveno e un turco. In una serata fredda e umida di Berlino...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Figli d’arte, ma non fotocopie: la nuova generazione della ristorazione toscana

Dalla cucina alla sala, dalla pasticceria alla gestione: sempre più figli di chef e ristoratori stanno entrando nelle aziende di famiglia. Ma il passaggio di testimone non significa necessariamente replicare il mestiere dei genitori. Ecco 10 storie, tra quelli già affermati e chi si sta facendo le ossa

Da Pitagora a Gandhi. La lunga storia dell’idea vegetariana secondo Massimo Montanari

Rifiutare un pezzo di carne può significare cose molto diverse: può essere una prescrizione religiosa, una forma di disciplina del corpo, una scelta dettata dalla salute, una posizione morale nei confronti degli animali o perfino un gesto politico. È...

Cambiare senza tradire: a Casa Mazzucchelli la tradizione non sta mai ferma

Nel ristorante stellato Casa Mazzucchelli a Sasso Marconi (Bologna) il grano resta ma non è più un vincolo: Aurora e Massimo Mazzucchelli aprono una nuova stagione al vegetale, senza rinunciare ai piatti-manifesto che hanno costruito la storia del ristorante. Così ananas, tortelli, maccheroni e “La Colazione” raccontano un’idea di cucina in continua evoluzione