Patrizio Cipollini: “Vi racconto i primi dieci anni del Four Seasons Hotel Firenze”

Garfagnino di nascita, Patrizio Cipollini non è solo il general manager del Four Seasons Hotel di Firenze: è l’uomo che ha visto nascere l’hotel e – tra un premio internazionale e l’altro – lo ha portato nel cuore dei fiorentini, fino alle sue prime dieci candeline

Four Seasons Hotel Firenze_Lobby

In dieci anni, sotto i suoi occhi è successo di tutto. È cambiato il Four Seasons Hotel Firenze, ma anche la città che lo ospita e l’idea stessa di cliente. Ecco perché Patrizio Cipollini – garfagnino di nascita ma fiorentino d’adozione, dopo anni passati in giro per il mondo ad accumulare esperienza – è la persona ideale per raccontare il Four Seasons Hotel Firenze, che proprio oggi compie dieci anni festeggiando con i clienti top e si prepara a iniziare l’estate alla luce della collaborazione con il maestro pizzaiolo Romualdo Rizzuti.

Partiamo da lei: nel mondo dell’hotellerie, restare alla guida di un hotel per un periodo così lungo è tutt’altro che usuale

“Sì, per molte compagnie è una rarità – esordisce il direttore, con quella naturale eleganza che riesce a farti sentire a casa anche tra le mura di uno degli alberghi più esclusivi d’Europa – ma non qui, dove la filosofia è diversa. Non si spostano le persone solo per il gusto di farlo o per spostare un problema da un luogo all’altro. Qui, ogni volta che qualcuno è andato via, l’ha fatto sempre davanti a prospettive di carriera, per una crescita personale. Ma sempre per scelta sua. Nei ventisei anni che ho passato nel mondo FSH ne sono passati tantissimi, circa duecento, perché in tanti attingevano dal nostro hotel. Penso a Leonardo Baiocchi (oggi a Dubai), Livio Faverio, Ermanno Zanini o Michele Grosso, tutti manager di successo che hanno fatto strada in giro per il mondo. In quanto a me, è un po’ come per le donne: fino ai 40 anni magari cambi, poi all’improvviso trovi quella giusta e ti fermi, felice”.

Patrizio Cipollini_General Manager Four Seasons Hotel Firenze

Stando alla guida di un hotel per un decennio, è facile che si inizi a viverlo come una seconda casa. O – perché no? – una seconda famiglia…

“Sì, prendo le decisioni che riguardano l’azienda come se si trattasse delle scelte per la mia famiglia. Questo lavoro – conferma Cipollini, da 26 anni in Four Seasons e da oltre 40 nel ramo, prima a Milano e poi a Firenze – sviluppa un forte senso di appartenenza, e una struttura come il Four Seasons Hotel Firenze va gestita come un team in cui chi è al vertice deve tirar fuori il meglio da ognuno. Vanno trovate le potenzialità e valorizzate al meglio”.

Four Seasons Hotel Firenze, La Villa Presidential Suite

Come sono passati, questi dieci anni del Four Seasons Hotel Firenze?

“Sono stati intensi, e lo sono tuttora. L’hotel è un gioiello, ne sono stato coinvolto sin dal 2001 (l’anno di inizio dei lavori di ristrutturazione, ndF) sia per quanto riguarda le due strutture da cui è formato sia per il parco monumentale di 4,5 ettari, con 143 piante con oltre 250 anni di età. È un polmone verde nel cuore urbano della città, sembra di stare nella campagna toscana quando in realtà si è a pochi minuti dal Duomo. Ci sono voluti sette anni di gestazione, per convertire la struttura al nuovo scopo. Un ringraziamento va alla famiglia Fratini che in questo progetto ha investito senza lesinare coinvolgendo nelle operazioni 39 artigiani, in gran parte del territorio”.

Four Seasons Hotel Firenze, Lobby

Fino a quel fatidico 14 giugno 2008…

“E chi si aspettava che in quel periodo sarebbe iniziata la più grande crisi economica dagli anni Venti? Non abbiamo potuto annunciare l’apertura con grande anticipo, come invece è prassi fare in questo settore. Abbiamo pre-aperto per la festa di matrimonio di Ludovica, la figlia di Corrado Fratini, poi richiuso i battenti e infine aperto ufficialmente. I primi tre anni sono stati penalizzati, ma abbiamo recuperato nel quarto e nel quinto, fino a rimetterci in pari con la tabella di marcia. Da lì la crescita è stata costante, tanto che il personale è passato da 198 a 297 unità, grazie anche agli attuali proprietari (in primis il politico qatariota Hamad Jassim Al Thani)”.

Four Seasons Hotel Firenze, Facade

La policy del Four Seasons Hotel Firenze è sempre stata improntata alla massima riservatezza dei propri ospiti, è noto. Può dirci però chi è passato tra queste mura, negli anni?

“Dal nostro hotel sono passati nomi importanti del jet set mondiale. Solo tra i cantanti mi vengono in mente Mick Jagger, Bruce Springsteen, Tina Turner, Vasco Rossi e così via. Ma qui i Vip li trattiamo come gli altri, e gli altri li trattiamo come le star. Rispettiamo la loro esigenza di restare in incognito. Il trucco, da questo punto di vista, è di non apparire mai sui giornali con articoli che raccontano dove la star ha dormito. Solo in questo modo è possibile continuare a far venire da noi una certa fascia di ospiti internazionali”.

Qualche richiesta stravagante?

“Beh, mi torna in mente quando un cliente ci chiese di affittare 60 biciclette e portare gli ospiti a scoprire Firenze di notte in corteo, con un nostro manager a guidare la carovana. Oppure quando ci toccò affittare un cinema per cinque giorni perché degli ospiti volevano vedere un film in lingua originale. O ancora quando nell’ambito della Celebrity Fight Night del 2016 ci chiesero di preparare una cena per 160 persone cucinando a bordo del Frecciarossa da Venezia a Firenze”.

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E il rapporto con la città com’è cambiato?

“Di iniziative, noi, ne facciamo tante. Con l’arrivo di Matteo Renzi a sindaco la città è diventata molto più reattiva. A Milano certe occasioni le cogli al volo, qui le cose devi crearle e pianificarle prima che diventino obsolete. Credo che con eventi come l’Open Day, gli interventi per l’Istituto degli Innocenti, l’acquisto di scuolabus, gli aiuti a scuole e popolazioni colpite da alluvioni, il Four Seasons Hotel Firenze abbia contribuito a dare dinamismo anche ai nostri colleghi. Pensiamo alle novità che hanno riguardato il St.Regis, il Savoy, Villa Cora o Villa La Massa…. è un circolo virtuoso. Certo, Duco ha mostrato che Firenze può continuare a essere la capitale italiana del turismo di qualità, ma la città dovrebbe migliorare le condizioni delle strade e curare il decoro urbano, ma anche il sindaco Dario Nardella è sulla strada giusta”.

Vito Mollica

Il momento da ricordare e quello da dimenticare?

“Ricordo con estremo piacere quando abbiamo raggiunto il primo budget prefissato, il quarto anno. Oppure quando il nostro chef Vito Mollica ha preso per la prima volta la stella Michelin, o quando abbiamo realizzato il secondo ristorante, la Spa, la boutique. O ancora quando il Four Seasons Hotel Firenze ha ottenuto il premio come miglior Luxury Travel Best in the World. Prima di noi, non è che di premi internazionali a Firenze ne arrivassero tanti, eh… A livello personale, mi inorgoglisce la nomination tra i cinque Hotelier of the Year – Virtuoso Awards 2018. Da dimenticare, invece, la tensione dei primi tre anni, quando si discuteva di come lanciare l’hotel: mi è stato chiesto di licenziare 30 persone, ma mi sono opposto. Ho combattuto con gli asset manager della proprietà, mi sono imposto e nessuno ha perso il posto”.

Patrizio Cipollini_GM FS Florence

Le previsioni e gli obiettivi per il prossimo futuro?

“Continuare a investire sui mercati emergenti. Finora abbiamo contribuito a portare qui a Firenze il mondo arabo: le principesse, che fino a poco tempo fa venivano in Italia a fare shopping e passavano dalla nostra città per acquisti, adesso tornano per scoprire l’arte, la storia e la cultura. Ecco perché vogliamo lanciare a Firenze una grande iniziativa di shopping prenatalizio per la clientela di lusso, nelle prime tre settimane di dicembre: è arrivato il momento di portare un turismo di qualità, in una città invasa spesso dal low-cost. Il beneficio – conclude Patrizio Cipollini, sorridendo – sarà sistemico”.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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