Pitti Cocktail, ecco le novità di stagione di Lungarno Collection (Ferragamo)

Quando tutti guardavano al mondo del vino, Ferragamo a Firenze scommise sui cocktail. Una scommessa vinta, di cui Lungarno Collection porta l’orgogliosa novità. E ora le cocktail list si presentano come sfilate, tra foto d’autore e lancio per Pitti… 

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Pitti Uomo è ormai alle spalle, e come quando vengono accese le luci dopo una festa, rimane nell’aria sospesa quella sensazione di fatica mista a gioia, di tristezza e al tempo stesso di sollievo per essere riusciti ancora una volta a convogliare così tenta energia in così poco tempo. La moda si sa, è in continua evoluzione, e non si tratta solo di quella che si indossa, ma anche di quella  contenuta in un bicchiere. Se infatti,  solitamente in queste occasioni bisognava fare attenzione ai tappi di Champagne che volavano nell’aria, oggi è sempre più trendy  sostituire le bollicine con i cocktail.

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Il vero artefice di questo cambio di costume è (manco a farlo apposta) Ferragamo, uno che di lanciare trend se ne intende. Infatti due dei suoi Hotel, facenti parte della Lungarno Collection, hanno approfittato di questi giorni per presentare la loro nuova Cocktail List. C’è un hotel (che ormai un luogo di culto della miscelazione fiorentina) che punta sul’innovazione, mentre il secondo ( che si è fatto notare più recentemente nel mondo della mixology ) che punta sulla tradizione. Vediamoli quindi questi due approcci liquidi al mondo del fashion:

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The Fusion Bar & Restaurant si ispira per la sua nuova collezione “primavera-estate” ad un accessorio mai desueto, ovvero il VENTAGLIO,e la sua storia che unisce l’Oriente e Occidente. I protagonisti del menù sono 7 ingredienti per i 7 nuovi signature cocktail : Asparago, Rabarbaro, Pera, Susina, Ciliegia, Iris e Barbabietola, studiati basandosi sulla stagione (non modaiola, ma naturale in questo caso). Stampato su un vero e proprio ventaglio, il menù sarà accompagnato da simpatiche curiosità. Giusto un assaggio: Lo sapevate che è grazie a Caterina De Medici che il ventaglio arrivò a Firenze?

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Importante particolare, questa selezione di cocktail è estremamente  sostenibile per l’ambiente, grazie al’utilizzo di frutta e verdura bio, cannucce di bambù, nonché bicchieri e contenitori in materiale naturale e riciclabile al 100%.

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Se la collezione di The Fusion Bar & Restaurant (Lungarno Collection) incuriosisce, quella del Picteau, situato sull’altra sponda dell’Arno non è da meno. In questo caso continuando il paragone modaiolo potremmo parlare di una “Limited Edition”. Infatti è stato presentato un vero e proprio gioiello vintage, unico nel suo genere.

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Si tratta di un cocktail Negroni creato con bottiglie il cui invecchiamento farebbe tremare le gambe ad ogni collezionista di vino. Un Gin Gordon degli anni ’50, Martini Rosso degli anni ’60 e Campari degli anni ’70. Già dalla presentazione si percepisce l’unicità del cocktail, un misto di eleganza e ricercatezza che sapranno conquistare i palati più esigenti e facoltosi. Anche in questo caso il legame con il mondo della moda passa attraverso un accessorio, nello specifico un gioiello. in accompagnamento al cocktail infatti  viene servito su un elegante vassoio d’argento, una pietra di Monterosso con incastrata una simbolica spada finemente intarsiata e la cui impugnatura è un giglio fiorentino.

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Visto che in casa Ferragamo nulla viene lasciato al caso, con Lungarno Collection anche le foto di entrambe le presentazioni sono a modo loro dei piccoli capolavori, degne di una rivista di moda. l’autore è il giovane fotografo Martino Dini, uno degli astri nascenti della fotografia fiorentina, con una forte propensione alla mixology (non a caso le sue foto di cocktail sono pubblicate da Gambero Rosso a Vanity Fair nell’ultimo anno). Moda e Mixology appunto, due mondi che si incontrano sempre di più, anche grazie a degli imprenditori illuminati con una corretta visione d’insieme.

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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