Tra ristoranti stellati, vini pregiati e curiosità enogastronomiche c’è spazio anche per una pizzeria al taglio di periferia. Già, perché la qualità e le belle storie come quella di Ghevido a Sesto Fiorentino meritano di essere raccontate. Eccome

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Non se ne avranno certamente a male – tutt’altro – gli habitué del Forchettiere se per una volta proviamo a uscire dal circuito delle cucine “alte” per andare a raccontare un’esperienza e una storia altrettanto valide. In fondo, tra ristoranti stellati, bottiglie pregiate e curiosità dal mondo enogastronomico ci può tranquillamente essere spazio per una pizzeria al taglio nell’hinterland fiorentino. Già, perché non è affatto vero che la qualità richiede necessariamente tovaglie di cotone o posateria elegante. Se la materia prima è quella giusta, la passione come motore e un’idea da portare avanti, poi il successo vien da sé.

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È il caso della pizzeria a taglio Ghevido a Sesto Fiorentino, peraltro in una zona dove un’offerta analoga non era del tutto assente. Eppure il locale – dal sottotitolo “Laboratorio del lievito”, mentre Ghevido è l’equivalente gergale del più conosciuto “Ganzo!” o “Figo!” – rappresenta un po’ un unicum, nel panorama locale (e non solo): ad aprirlo sono stati due ragazzi, il blogger Stefano Degli Innocenti, da sempre appassionato di lieviti e impasti, e il pizzaiolo Gabriele Tonti che si è fatto le ossa nell’Università della pizza.

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La caratteristica principale, al di là di una spiccata predisposizione per accostamenti di stampo gourmet e per l’uso di farine macinate a pietra del Molino Quaglia, risiede nella doppia cottura espressa. Già qualche pizzeria aveva pensato al sistema della doppia cottura, ma i ragazzi di Ghevido hanno introdotto una piccola, significativa innovazione: la seconda parte della cottura è fatta al momento dell’ordine, oppure – in caso di take away – suggerita nel forno di casa del cliente. In questo modo la pizza resta fragrante, morbida e senza difetti (come il formaggio indurito o il fondo bruciato).

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La proposta delle pizze oscilla tra quelle classiche – la Margherita, la Marinara, la Napoli – e una serie di pizze stagionali, altre con accostamenti ricercati, focacce ripiene (burrata, fiori di zucca e mortadella) e così via. In alcuni casi, come da manuale, gli ingredienti vengono sistemati a freddo, a fine cottura: è il caso delle acciughe, ad esempio, o della mortadella. Trattandosi di una pizza al taglio, in ogni caso, è fatta per essere mangiata con le mani. E magari in abbinamento con le birre artigianali del Birrificio Italiano.

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Ghevido
via Giacchetti, 9A – Sesto Fiorentino
Orari: 12-14 e 16.30-22

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