Tra giugno e settembre l’imprenditore Simone Arnetoli aprirà a Milano il primo di una serie di punti vendita ToscaNino (Londra, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Bordeaux, Barcellona e Dubai) dedicati ai prodotti tipici toscani. Ai più assidui clienti, un passaporto e la cittadinanza onoraria gastronomica
Tutto nasce da una considerazione, in fondo molto semplice: secondo l’imprenditore fiorentino Simone Arnetoli, manca un luogo dove mangiare stabilmente toscano immergendosi nel tuscan way of life fuori dai confini del Granducato. Da qui la decisione di creare una vetrina. E che vetrina: un investimento da 1,2 milioni per lanciare la piattaforma logistica e il primo punto vendita milanese, più altre 600mila euro per ognuna delle sette aperture previste entro i prossimi due anni in Europa e in Medio Oriente. A tanto ammonta lo sforzo economico profuso dagli imprenditori fiorentini Simone Arnetoli e Laura Tosetti – già patron della società di catering Galateo Ricevimenti – per portare la toscanità agroalimentare in giro per il mondo: grazie al progetto ToscaNino lanciato qualche mese fa con l’annuncio dell’apertura di uno store di 350metri quadri a Milano in seno a Expo2015, le nuove inaugurazioni si svilupperanno al ritmo di una ogni quattro mesi. Entro la metà del 2018 vedranno così la luce boutique dove trovare le eccellenze della Toscana a Londra, Berlino, Amsterdam, Bruxelles, Bordeaux, Barcellona e Dubai.
In ognuna delle nuove sedi – strutture da 250 metri quadri l’una con materiali rigorosamente made in Tuscany, dalla pietra serena al marmo di Carrara fino ai mobili del distretto di Quarrata – i fondatori di ToscaNino manterranno il 51% delle quote societarie, mentre il restante 49% sarà in capo a imprenditori fiorentini o toscani residenti in loco. Per il momento, tra giugno e settembre vedrà la luce il punto vendita di Milano, che troverà posto all’interno di una ex galleria d’arte: con un investimento da 700mila euro verrà presto realizzata un’area per la vendita a scaffale sia dei prodotti che dei complementi di cucina legati all’artigianato toscano, dai coltelli di Scarperia alle ceramiche di Montelupo, dai tessuti di lino e la paglia fiorentina al cotto dell’Impruneta, dal cuoio di Santa Croce ai vetri di Empoli. Inoltre, ci sarà spazio per l’editoria di settore e la panificazione costante della schiacciata toscana, nonché per la somministrazione di prodotti tipici (dalle zuppe al peposo dell’Impruneta fino al baccalà alla livornese), curata da due chef e una decina di dipendenti. Un gruppo di altre tre persone, attualmente ancora in corso di formazione, verrà invece incaricato di effettuare materialmente lo start-up in ogni città: “La nostra ambizione – spiega Arnetoli – è far sì che nell’arco di trenta giorni sia possibile passare dal progetto esecutivo della location alla spedizione del materiale, e che entro 3-4 mesi si possa procedere con l’inaugurazione. Da Milano ci aspettiamo di raggiungere un fatturato di 1,5 milioni di euro entro il secondo anno, anche se il break even è stato fissato a quota 900mila. Circa il 60% dei ricavi arriverà dall’attività di somministrazione, il restante dalla vendita dei prodotti”.

Partendo da Milano con già le prime sette aperture in agenda, obiettivo del progetto è dar vita a un franchising dedicato al cibo, all’artigianato e allo stile toscano, riunendo la media e la piccola impresa agroalimentare di nicchia. Al momento hanno aderito circa 150 produttori con oltre 500 referenze: a questi ToscaNino non ha chiesto fee d’ingresso ma le migliori condizioni di vendita, in cambio di una piattaforma integrata di marketing, distribuzione, retail e comunicazione che ha il suo cuore pulsante a Calenzano. È qui, infatti, che dentro un capannone di 1200 metri quadri sta per nascere una struttura dedicata alla logistica, con uffici amministrativi e un magazzino centralizzato chiamato a rifornire con spedizioni giornaliere ogni singolo punto vendita. I singoli prodotti verranno selezionati da ToscaNino con l’aiuto di un comitato d’eccellenza formato a rotazione da chef, giornalisti del settore, un docente dell’IED (l’Istituto Europeo di Design) e un accademico dei Georgofili.

Infine, una curiosità: Arnetoli ha previsto un sistema di fidelizzazione dei clienti che prevede che ai più assidui utenti di ToscaNino venga consegnato una sorta di passaporto personalizzato che consentirà loro di visitare dall’interno le aziende agricole e le imprese che hanno aderito al progetto. Parallelamente al progetto ToscaNino, con un investimento da 800mila euro l’imprenditore fiorentino sta per realizzare sempre a Calenzano – ma stavolta in società con Francesco Lippi – un grande laboratorio gluten free per la pasticceria d’eccellenza private label, i cui lavori dovrebbero iniziare a giorni.




