Nuova apertura a Bologna: VIVO non solo è un ristorante, ma anche una galleria d’arte, per nutrire lo spirito tanto quanto il corpo

VIVO a Bologna

Se ci sono due settori che sono rimasti travolti drammaticamente da questi due anni di chiusure e riaperture e chiusure, sono senza dubbio quello della ristorazione e quello della cultura: con i musei e le mostre chiuse, e i ristoranti incatenati tra delivery e orari di chiusura, non è stato facile arrivare fino ad oggi, e ancor più coraggio ci è voluto per puntare in questo periodo sul progetto di una nuova apertura. Proprio per questo il nuovo VIVO è una novità tanto audace quanto gradita: si tratta infatti di uno spazio ambivalente, dove mangiare e ammirare le mostre di arte contemporanea esposte alle pareti.

VIVO a Bologna

Dietro al progetto c’è lo chef Vincenzo Vottero (le cui prime sillabe danno il nome del ristorante), nome di rilievo della ristorazione cittadina, che dopo 36 anni di esperienze culinarie nazionali ed internazionali, dal 2013 è tornato nella città natale con l’Antica Trattoria del Reno e nel 2017 con VIVO  Taste Lab in Piazza di Porta Saragozza a Bologna, divenuto in tre anni uno degli indirizzi più interessanti e glamour in città per la cucina creativa e di ricerca e oggi con il ristorArte VIVO. Qui si proporrà cucina d’autore, dal segno vigoroso e creativo, a tratti ironico, che rivela in ogni piatto uno stile preciso e deciso, unito all’amore per la materia prima e alla passione vera, vibrante, che sono da sempre alla base della sua ricerca ed evoluzione tra i fornelli.

A suo fianco in quest’avventura la sua dolce metà, Licia Mazzoni che grazie alla pluriennale esperienza sarà nel ruolo di PR & Event Manager di VIVO, con l’allestimento e la promozione di tre esposizioni l’anno, una ogni quattro mesi, seguendo e assecondando la stagionalità delle materie prime, che si esprime anche nel menu dello chef, con proposte creative in continuo divenire.

La proposta di VIVO

In questo locale accogliente e curato, con un giardino interno riscaldato “segreto”, dall’atmosfera ricercata in stile shabby chic, situato in zona  Porta Lame a pochi passi dal centro della città, il nuovo VIVO punterà sulla stagionalità, sia culinaria che artistica. Ai fornelli infatti si azzardano sperimentazioni, conservando però la genuinità e nella ricerca accurata delle materie prime, come valore fondamentale. La proposta culinaria parte dalla tradizione classica e viene rielaborata con accenti creativi.

Assaggiando il menu autunnale, spiccano piatti quali il RISOLUTO DI CIPOLLA, cipolle rosse caramellate, mezze maniche soffiate croccanti, spuma di cipolla bianca di Medicina, sfere di cipolla, oppure il TROPICAL, polpo mediterraneo ripassato in padella con farina di riso venere, salsa di cocco al lemongrass, guacamole, mango, melograno, finocchi.

Tra i primi assolutamente da non perdere il signature THE WINNER IS…, ossia il tortellino tradizionale con burro Occelli, parmigiano reggiano “Vacche Rosse” 26 mesi, tartufo nero, brodo ristretto di faraona e fieno, perle di lambrusco; il oppure osare con il RAVIOLINO DI BALDO ripieno di formaggio di fossa, strigoli romagnoli, anacardi bruciati al limone, gel di Bitter Dibaldo

VIVO a Bologna

Se la stagionalità è nel piatto, non manca nella turnazione delle mostre: all’incirca ad ogni passaggio di stagione, infatti, un nuovo artista avrà la possibilità di presentare da VIVO i propri lavori, affinché i clienti possano assaporare e vivere un’esperienza di “creatività e bellezza diffusa”: dal piatto all’ambiente circostante e ritorno. “L’idea di un ristorArte – sottolinea Licia Mazzoni – nasce per stimolare e far volare i sensi. Perché noi, ora più che mai crediamo nelle emozioni, amiamo le sinergie, ci nutriamo di bellezza, valorizziamo l’arte in ogni sua forma…poichè, come ci ha insegnato Andy Wharol: qualsiasi spazio in cui non ci sia arte, è uno spazio sprecato”. 

Si comincia con fino al 3 gennaio con le opere di Simona Ragazzi, con la mostra Incontri: scultura, pittura e fotografia a cura di Licia Mazzoni:Incontri – spiega – sta per incontrare l’altro, incontrare l’arte e incontrare infine se stessi. L’incontro avviene e si realizza quando lo sguardo si posa sull’opera, per poi rivolgersi all’interno, ponendo l’essere umano in profonda connessione con stati d’animo ed emozioni che fluiscono a partire da intimi vissuti e percezioni individuali. Ed è proprio in questo delicato equilibrio tra dialogo esteriore e sguardo interiore che si incontra la raffinata magia dell’arte di Simona Ragazzi”.

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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