Nell’attesa delle posizioni 100-50 e 50-1, la The Worlds 50 Best ha diffuso i locali nella categoria Discovery. E Firenze sorprende…

Una città come con meno di mezzo milione di abitanti sarebbe  in molte zone del mondo reputata poco più che una cittadina di provincia. Nei numeri sconfinati della Cina e dell’Asia, così come nell’espansione demografica africana infatti, ormai la norma numerica per una città importante è senza dubbio quella dei milioni. Eppure Firenze è diversa, grazie alla sua storia e all’eccellenza del suo territorio, è riuscita a restare da secoli una meta imperdibile nonostante le dimensioni rinascimentali, e a collezionare grandi nomi e grandi soddisfazioni in ogni campo, da quello culturale a quello della moda, dalla letteratura fino ovviamente all’enogastronomia.

È quindi in questa scia che la città può sostenere orgogliosamente l’offerta di un tristellato e di molte brillanti stelle singole, così come di avere manifestazioni di livello come Pitti Taste e Florence Cocktail Week. A quest’ultima kermesse si deve il merito di aver acceso i riflettori internazionali sui meravigliosi bar che la città ospita, rendendola tappa obbligata all’interno del Gran Tour della penisola per giurati e ospiti internazionali della così detta Bar Industry.

Ma ovviamente i risultati non sarebbero mai arrivati se non grazie al grandissimo lavoro dei bar e la professionalità dei bartender fiorentini, capaci di competere alla pari con i colleghi di Singapore, Londra e New York.

Ed è così che scopriamo che oggi all’interno della Discovery dei 50 Best Bar (l’equivalente della prestigiosa classifica dei ristoranti) entrano due locali cittadini, e non due a caso: si tratta dell’Atrium Bar del Four Seasons, da sempre tra i punti di riferimento della miscelazione cittadina grazie alla bravura e alla simpatia del team capitanato da Edoardo Sandri e guidato da Tommaso Ondeggia,e dello storico caffè Gilli, dove Luca Picchi guida da anni una rivoluzione alla riscoperta dell’aperitivo all’Italiana ( trainato ovviamente dal suo lavoro sul Negroni), che lo ha reso da anni uno dei personaggi più noti a livello internazionale.

bar storico

Una doppia soddisfazione per Firenze, che triplica se aggiungiamo Locale che era già da qualche anno presente in classifica.E chissà che Discovery non sia solo l’anticamera per vedere nei prossimi anni un locale gigliato nei cinquanta che contano…

Ph: Martino Dini

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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