Domani ricorrono i 97 anni dalla nascita di Ugo Tognazzi, una delle figure più versatili dell’Italia nazionalpopolare: non solo attore, ma anche regista, sceneggiatore teatrale, cinematografo e televisivo italiano, ma anche appassionato gourmet ante litteram

ugo tognazzi

È un’icona della tv nazionalpopolare, una delle figure di spicco del panorama cinematografico italiano, annoverato tra i ‘maestri’ della commedia all’italiana: Ugo Tognazzi, di cui domani 23 marzo ricorrono i 97 anni dalla nascita (avvenuta a Cremona nel 1922) è stato attore ma anche regista, sceneggiatore teatrale, cinematografo e televisivo italiano, a cui va aggiunto anche il ruolo di grande e appassionato gourmet ante litteram.

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I successi di Ugo Tognazzi sullo schermo

Il successo televisivo arriva grazie allo spettacolo “Un due tre”, uno dei primi esempi di satira che, come coppia comica, lancia sia lui che Raimondo Vianello. I due collaborano per la Rai dal 1954 al 1959. Intanto nel 1950 Ugo Tognazzi esordisce al cinema con “I cadetti di Guascogna” di Mario Mattòli. Dopo moltissimi ruoli mediocri nel 1961 si distingue sotto la regia di Luciano Salce con l’interpretazione del fascista Arcovazzi ne “Il federale”. La sua fama aumenta grazie al successo di pellicole come: “La marcia su Roma” (1962) e “I mostri” (1963)di Dino Risi; “La donna scimmia” (1964) di Marco Ferreri; “Una questione d’onore” (1966) di Luigi Zampa; “Straziami, ma di baci saziami” (1968) di Dino Risi; “Nell’anno del Signore” (1969) di Luigi Magni; “In nome del popolo italiano” (1971) di nuovo di Risi. Indimenticabile poi come Conte Mascetti in “Amici miei” di Mario Monicelli, cui seguiranno “Amici miei – Atto II” (1982) e “Amici miei – Atto III” (1985), quest’ultimo di Nanni Loy. Continua con “La grande abbuffata” (1973) di Marco Ferreri; “Il vizietto” (1978), seguito da “Il vizietto II” (1980) e “Matrimonio con vizietto (Il vizietto 3)” (1985). Nel 1981 viene premiato a Cannes con la Palma d’Oro come migliore interprete con “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981), di Bernardo Bertolucci. Come regista lavora a cinque film di cui è anche protagonista: “Il mantenuto” (1961), “Il fischio al naso” (1967), “Sissignore” (1968), “Cattivi pensieri” (1976), “I viaggiatori della sera” (1979).

Il biblio-gastronomo Ugo Tognazzi

Oltre che per le sue brillanti capacità artistiche, Ugo Tognazzi si ricordar anche come grande gastronomo, questo perché la passione per il cibo, la cucina e la tavola sono ingredienti ricorrenti nei film e nella vita dall’attore. Come sa bene Gianni Mercatali, lavoro e gastronomia si sono continuamente incrociati in tutta la sua vita, fin dal suo primo impiego a 14 anni, proprio come operaio presso il salumificio Negroni. L’interesse per la gastronomia portò Ugo Tognazzi a pubblicare i libri L’abbuffoneIl rigettarioLa mia cucinaAfrodite in cucina (coi disegni di Guido Crepax) e a scrivere la prefazione di La cucina dei cinesi, forse il primo edito in Italia sull’argomento. Inoltre lavorò come regista culinario e cuoco di scene gastronomiche cinematografiche e collaborò al “Gran Varietà” di Radio Rai con una rubrica di ricette. Lui stesso – nella prefazione de L’abbuffone – confessa con la sua solita ironia di avere la cucina nel sangue: “Il quale, penso, comprenderà senz’altro globuli rossi e globuli bianchi, ma nel mio caso anche una discreta percentuale di salsa di pomodoro. Io ho il vizio del fornello. Sono malato di spaghettite. Per me la cucina è la stanza più shocking della casa. Nessuno più di me capì l’ermetismo di Quasimodo: per una oliva pallida io posso realmente delirare. L’attore? A volte mi sembra di farlo per hobby”.

I gastro-riconoscimenti a Ugo Tognazzi

L’elenco dei premi e delle onorificenze non sono supercazzole: riassumendo la lista all’osso è stato nominato Maestro Generale della Sovrana Confraternita del Prosciutto di Parma, Gran Ciambellano dell’Arciconfraternita del Tartufo di Scheggino di Spoleto, Confratello della Confraternita del Tortellino, Padellino d’Oro, Socio onorario dell’AIBES e AMIRA, Calice d’Oro e addirittura Assistente particolare e consigliere speciale del leggendario chef francese Paul Bocuse.

Il senso di Ugo Tognazzi per la cucina

Le leggende relative alle cene dei dodici apostoli del venerdì nella sua residenza di Velletri sono sbalorditive. Si parla di veri e propri eventi organizzati in modo maniacale come spettacoli teatrali, dove gli invitati erano personaggi del calibro di Vittorio Gassman, Mario Monicelli, Paolo Villaggio, Ettore Scola e gli sceneggiatori De Bernardi, Benvenuti, Age e Scarpelli. Un momento di grande convivialità dal copione consolidato, preso decisamente sul serio dal padrone di casa che prevedeva un voto segreto sulle diverse portate – con una scala che partiva da “straordinario” a “grandissima cagata”. E proprio Ugo Tognazzi spiegava perché questo momento era così importante: «Dopo aver preparato una cena, la mia più grande soddisfazione è l’approvazione degli amici commensali. E in questo, tutto sommato, non faccio che ripetere ciò che mi accadeva a teatro e che ora, col cinema, mi viene a mancare: il contatto diretto col pubblico».

Resta solo un mistero: come di questa documentata passione non vi siano state tracce nel fisico dell’attore, a differenza di quanto accaduto ad altri amici artisti privi di abilità culinaria ma pinguemente compromessi, come il compagno e amico Paolo Villaggio.. forse perché poi alla fine a lui bastava il mitico “Rinforzino”?? (ndr ..di nove olive di numero, mezz’etto di stracchino e un quarto di vino sfuso). Per chi volesse celebrare Ugo Tognazzi come cuoco, online c’è la Bottega del Bar Necchi 
e della
 Supercazzola dove trovare le magliette dedicate al più amato dei suoi film. Inserendo nel carrello il codice UGO, sconto del 10% valido fino al 31 marzo 2019.

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una carriera prematurata, con o senza scappellamenti
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