lunedì 26 Ottobre 2026
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Il maggio dell’Atrium Bar: tre continenti al bancone e la voglia di non fermarsi

Da sempre gli hotel sono la patria dei viaggiatori, ed è forse proprio per questo che l’Atrium Bar è punto d’arrivo e d’elezione per la mixology internazionale a Firenze

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Una primavera straordinaria quella dell’Atrium Bar al Four Seasons. Il bar d’hotel fiorentino non si è risparmiato, e da inizio maggio ad oggi ha saputo rendersi protagonista di una proposta davvero invidiabile, che ha visto avvicendarsi al bancone ben tre continenti, in un simbolico giro del mondo, tipico di chi ha l’hotelerie nel Dna.

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Si è partiti a inizio mese con il doppio evento (masterclass e night shift) del bartender numero 1 d’Asia e numero 7 al mondo, Philip Bischoff del Manhattan Bar di Singapore, che all’interno della Florence Cocktail Week ha dato spettacolo sia davanti alla lavagna, sia dietro al bancone, in quello che probabilmente è stato l’evento clou dell’intera manifestazione.

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Dall’Asia, in un attimo ci si sposta in Nord America, anche se in quella parte dove l’influenza latina comincia già a farsi apprezzare. Da Miami ecco Jacopo Rosito e Valentino Longo del Sirenuse Champagne Bar, del Four Seasons Hotel at the Surf Club.  I due bartender italiani (Jacopo Rosito è proprio fiorentino, e ha mosso i suoi primi passi dietro lo stesso bancone dove ora torna da guest), che in poco tempo hanno fatto innamorare Miami dei loro cocktail, e hanno fatto segnare il loro nome sulla mappa degli appassionati di tutta america, per una notte sono tornati in patria, per  presentre i loro signature drinks proprio all’Atrium Bar nella serata di giovedì 17 maggio.

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Dopo l’aria del Oceano Indiano e quella dell’Atlantico, eccoci finalmente sulle coste del Pacifico. Il Sud America, rappresentato dal Perù e del suo distillato nazionale, il Pisco, si prepara a prendersi la scena e a sorprendere i palati degli appassionati. L’Atrium infatti è stato tra i protagonisti della Florence Pisco Week, la manifestazione che mira a far conoscere e promuovere il distillato andino nel nostro Paese.

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Tre continenti in meno di trenta giorni, tre bartender internazionali e due weeks dedicate alla miscelazione. Detto così, sembra un risultato storico, quasi da record, eppure…eppure a vederli lavorare i ragazzi sembrano tutto tranne che stanchi! E noi non possiamo che esserne felici, perché una proposta del genere è degna delle grandi capitali della miscelazione Europea e mondiale, e poterne godere e senza dubbio un privilegio per tutta la città.

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