domenica 25 Ottobre 2026
HomeStorie e personaggiGuerra di copyright,...

Guerra di copyright, Clavesana sfida i Simpson. E vince

The-Italian-Bob

La battaglia sembrava di quelle destinate a essere perse in partenza: al di là della effettiva ragione o torto, cosa mai avrebbe potuto fare il legale di un’azienda vinicola delle Langhe contro gli stuoli di avvocati americani della Twentieth Century Fox? Che speranza di vittoria poteva esserci, per i viticoltori piemontesi, dopo essersi visti arrivare in azienda lettere “risolute” che minacciavano una causa per aver copiato ciò che ha reso famoso Homer Simpson nel mondo? Probabilmente nessuna. Tuttavia, per fortuna, certe volte succede ancora che Davide abbia la meglio su Golia. Ecco la storia di una guerra di copyright a metà strada tra vino e cartoni animati.

doh1

Tutto accade a Clavesana, piccolo centro delle Langhe dove viene prodotto il Dolcetto, quando un paio d’anni fa qualcuno del marketing inventa per un’etichetta il nome “D’Oh” come abbreviazione – appunto – di Dolcetto. Peccato che, in Italia come in una buona fetta del resto del mondo, quel “D’Oh” sia anche la caratteristica esclamazione comica di Homer J. Simpson, protagonista della serie animata I Simpson. Quel suono onomatopeico è stato addirittura inserito nell’Oxford English Dictionary nel 2001, e attualmente è – secondo Wikipedia – un marchio registrato della Twentieth Century Fox. Già, ma all’ufficio di tutela della Camera di Commercio non è stato registrato nell’apposita “classe” di vini e liquori, cosa che invece ha fatto Clavesana. Secondo quanto sostiene l’azienda, infatti, prima di procedere alla stampa sono state effettuate tutte le verifiche del caso.

DOHduo

Di certo qualcuno deve essersi posto il problema, ma in un primo momento nessuno si è lasciato spaventare dall’assonanza così immediata tra il nome del vino e l’esclamazione di Homer. Sta di fatto che le etichette con la scritta “D’Oh” vengono messe sul mercato, e le bottiglie iniziano a circolare sugli scaffali dei supermercati e nelle enoteche del Piemonte prima e del resto d’Italia poi. Il brand non passa inosservato, anche all’estero, e l’effetto marketing sembra funzionare. Ma la burocrazia è in agguato: non passa molto tempo prima che nel piccolo centro vicino a Mondovì arrivino le lettere degli avvocati della Twentieth Century Fox, che intimano di eliminare qualsiasi riferimento a “D’Oh” perché ritenuto patrimonio esclusivo di Homer Simpson e della società produttrice del celebre cartone animato.

doh2

“Certo, eravamo preoccupati dalla disparità di forze in campo, ma non ci siamo lasciati intimidire. Ci siamo messi in azione anche noi – spiega Anna Bracco, direttore di Clavesana – e abbiamo intavolato una lunga trattativa con gli avvocati della major americana, che ogni tanto tornavano a reclamare diritti su quel D’Oh. Alla fine non c’è stato bisogno di andare davanti a un giudice e la cosa è stata risolta per via stragiudiziale: non più tardi di qualche mese fa gli avvocati della controparte hanno alzato bandiera bianca, e il nostro Dolcetto continuerà ad avere questo nome”. Al povero Homer Simpson non resta che arrendersi. E lasciarsi scappare un’esclamazione. Quale? Che domande…

homer_doh

 

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...