sabato 12 Settembre 2026
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Firenze, il mondo della pizza in lutto: è morto lo “Spera”, il pugile-pizzaiolo dello Statuto

Era famoso per essere stato campione italiani dei pesi gallo, un pugile prestato al mondo delle pizze: è scomparso lo “Spera” di via della Cernaia, al secolo Salvatore Spera

pizza salvatore spera

Quando ancora la pizza non era gourmet, quando ancora in riva all’Arno le influenze della scuola napoletana non erano arrivate, lui era il re della pizza a Firenze. E di certo era un personaggio carismatico, con quella vita precedente passata sul ring prima di appendere i guantoni al chiodo e dedicarsi alla ristorazione. Ieri Salvatore Spera – per tutti semplicemente lo “Spera” di via della Cernaia – è scomparso.

Anche se da anni aveva lasciato le redini del locale alla figlia Elena – che nel frattempo ha conquistato un titolo come campionessa mondiale di pizza, col suo stile particolare – nel ristorante tutto parlava ancora di Salvatore Spera, campione italiano dei pesi gallo prima di diventare uno degli alfieri della pizza in città aprendo alla fine degli anni Settanta il locale nel seminterrato di via della Cernaia, allo Statuto.

Impossibile dimenticare le code davanti all’ingresso, specie per chi ha vissuto Firenze negli anni Novanta e nei primi anni Duemila: il segreto del successo stava proprio nella diversità della pizza dello “Spera” rispetto al mainstream cittadino. Dal forno uscivano infatti pizze piuttosto opulente, molto condite, più alte della media, tanto che finirle era spesso un’impresa. Ma il bello era proprio questo, unito al fatto (non secondario, specie per gli studenti) di uno scontrino del tutto abbordabile.

salvatore spera

Ad annunciare la scomparsa di Salvatore Spera un post sulla pagina Facebook della pizzeria che porta il suo nome : “Dopo aver sfamato per 50 anni Firenze e i fiorentini, oggi, sabato 16 febbraio, il mitico Salvatore Spera è salito su in cielo a preparare le sue buonissime pizze. Siamo sicuri che farà un figurone! Oggi e domani dobbiamo chiudere perché abbiamo una cosa importantissima da fare: accompagnarlo in questo suo ultimo viaggio. Grazie per la comprensione”.

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