sabato 12 Settembre 2026
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A Firenze c’è un cocktail bar dove i drink costano 200 €, ma che dovreste provare

Citando Oscar Wilde… “bene o male, purché se ne parli”. Una curiosa pagina di menù è la scusa per parlare di un bar dove tutto è curato, dal servizio ai tavoli agli arredi, dal menù in carta riciclata alla politica di riduzione dell’inquinamento

Caro lettore, se ti trovi qui è perché sei caduto nella trappola. Il titolo ti ha incuriosito e hai aperto l’articolo. Effettivamente non si legge tutti i giorni di una cocktail list con prezzo di 200 Euro al bicchiere, e di per se la notizia è abbastanza curiosa da meritare qualche minuto di lettura. E allora perché ti ho parlato di una trappola? Perché voglio parlarti di un bar d’Hotel in rapida ascesa, dove si beve molto bene, che ha costruito una cocktail list davvero interessante, e che tra le altre cose ha una pagina dove i cocktail costano effettivamente 200 euro l’uno.

Si tratta del Picteau, a Firenze all’interno del Hotel Lungarno. Vissuto  per anni nell’ombra del celeberrimo Fusion, nell’hotel dello stesso gruppo, e della prossimità con il ristorante stellato BSJ, questo bar non è stato messo per lungo tempo sulle mappe della miscelazione cittadina. Il primo cambio di passo lo si è avuto nel 2018, con l’ingresso in Florence Cocktail Week, ma è l’anno successivo che i riflettori si sono veramente accesi sul locale: durante la quarta edizione della Kermesse dei cocktail fiorentina, la reinterpretazione del Negroni del Picteau è stata eletta come la migliore, di fatto riconoscendolo come il cocktail omaggio al centenario.

Da lì in poi il lavoro dei due brillanti e giovani bartender, Marco Colonelli e Vincenzo Civita, non si è mai fermato, mettendo in piedi un servizio impeccabile ed una Cocktail List molto studiata: Si apre con una serie di signature, ispirati ai quadri esposti nel bar (Picasso, Rosai, Cocteau) e con una pagina dedicata al sopracitato cocktail del Centenario. Si prosegue con una selezione intitolata “ A tribute to Conte Camillo”, ovvero una carta di Negroni, da quello con il Bourbon a quello con il Mezcal, fino ad un simpatico “Earl Grey”.

bar

In questo viaggio a ritroso nel tempo, una pagina è dedicata a Cocktail nati tra l’800 e i primi del ‘900, un’ottima occasione per riscoprire i grandi classici della miscelazione come il Ramos Gin Fizz o il Vieux Carre. Per chi amasse il semplice ed il Km 0 infine, un’intera pagina di Gin Tonic studiati solamente con distillati toscani e toniche premium.

Ed eccoci arrivati alla famosa pagina dei 200 Euro. Si tatta della sezione “Vintage Cocktail”, contenente drink realizzati solo con (rubando la terminologia al mondo del vino) bottiglie di vecchie annate. Si parte dal Royal Negroni con Vermouth degli anni 70, Campari anni 80 e Gin anni 50, fino al Manhattan ed al Boulevardier fatti con Whisky degli anni 70. Non ho avuto modo di provare nessuno di questi cocktail, e quindi mi astengo dal giudizio, ma mi è stato detto che il concept piace e funziona, e se ne vendono alcune decine all’anno. Citando un’usurata frase di Oscar Wilde “parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli”, e per me questa curiosa pagina è stata la scusa per parlare di un bar dove tutto è curato, dal servizio ai tavoli agli arredi, dal menù in carta riciclata alla politica di riduzione dell’inquinamento, e sopratutto dove grazie alla volontà di due giovani barman si beve decisamente bene.

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