Mancano due settimane a BITE 2026 e il festival ideato da Salvatore Morello e Francesca Poli si prepara a tornare: l’appuntamento è il 15 e 16 settembre all’Antica Corte Ortalli di Sant’Ilario d’Enza, nel cuore della Food Valley emiliana. Dopo il debutto dello scorso anno, la manifestazione cresce nei numeri e nelle ambizioni, con oltre 80 professionisti coinvolti e un programma che punta a mettere in dialogo alta cucina, pizza contemporanea, pasticceria, gelateria, panificazione, mixology e formazione.

La serata inaugurale del 15 settembre conferma la formula della “Prima Notte”, una grande festa gastronomica diffusa dove saranno gli ospiti a costruire il proprio percorso tra postazioni e degustazioni. Tra i nomi annunciati spiccano Andrea Antonini dell’Imàgo dell’Hotel Hassler di Roma, Davide Caranchini di Materia, Alberto Faccani del Magnolia, Cristina Bowerman di Glass Hostaria, Davide Marzullo di Trattoria Contemporanea, Nino Rossi di Qafiz, Giacomo Sacchetto di Iris e Francesco Sodano di Famiglia Rana.

Ampio spazio anche al mondo della pizza con protagonisti del calibro di Francesco Martucci de I Masanielli, Ciccio Vitiello di Cambia-Menti e Roberto Davanzo di Bob Alchimia a Spicchi, mentre il comparto dolce vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Agostino Iacobucci, Stefano Guizzetti di Ciacco e Cinzia Otri della Gelateria della Passera, due dei nomi più influenti della gelateria contemporanea italiana.

Un ruolo centrale sarà affidato alla mixology, coordinata da Umberto Oliva, che porterà a BITE professionisti come Matteo Fornaro di Azotea, Julian Biondi di Fermenthinks ed Edoardo Sandri dell’Atrium Bar del Four Seasons Firenze. L’obiettivo è chiaro: mettere il cocktail sullo stesso piano del piatto e inserirlo a pieno titolo nel racconto gastronomico del festival.

Tra le principali novità dell’edizione 2026 ci sono i BITE Talks realizzati in collaborazione con ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana. Sul palco si alterneranno chef, pizzaioli, bartender, comunicatori e aziende per confrontarsi sui temi che stanno ridefinendo il settore: dall’evoluzione della ristorazione al ruolo della formazione, fino alle nuove modalità di racconto della gastronomia e all’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’ospitalità. A chiudere la prima giornata saranno musica e spettacolo, con le performance di Emma Iovino, Kokomo e Trixie Dj, in una contaminazione tra intrattenimento e gastronomia che rappresenta uno dei tratti distintivi di BITE.

Il 16 settembre il festival cambierà veste con una Cena di Gala internazionale realizzata in collaborazione con The Best Chef Awards. Dopo l’aperitivo firmato, tra gli altri, da Francesco Martucci, Elia Otgianu, Eugenio Restivo, Federico Capocasa, Jacopo Chieppa, Ciccio Vitiello, Roberto Davanzo e Federico Minunni, andrà in scena una cena a sei mani affidata a Salvatore Morello, Tala Bashmi, Hans Neuner, Davide Di Fabio, Nicolò Rotella e Kai Baumgardt. Novità assoluta sarà inoltre “Il Convivio”, progetto guidato da Jacopo Chieppa e pensato come luogo di incontro e networking per professionisti, aziende e operatori dell’ospitalità.
A sostenere la crescita della manifestazione c’è una rete di partner che comprende, tra gli altri, ALMA, Agugiaro & Figna, Barilla al Bronzo, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Illy, Moretti Forni, San Pellegrino e TheFork. Una parte del ricavato sarà inoltre devoluta alla Cooperativa Sociale Albatros di Parma, impegnata in percorsi di inclusione e formazione per persone con disturbi dello spettro autistico. Più che un semplice festival gastronomico, BITE sembra voler consolidare la propria identità di piattaforma relazionale, capace di riunire sotto lo stesso tetto alcune delle figure più autorevoli della ristorazione italiana contemporanea e una nuova generazione di professionisti pronti a condividere idee, progetti e visioni sul futuro del settore.

