domenica 13 Settembre 2026
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L’aperitivo del giovedì al Four Seasons Firenze

A suo tempo, il brunch domenicale del Four Seasons Firenze mi colpì moltissimo per varietà di offerta e qualità delle pietanze. Il rapporto qualità-prezzo era eccellente, e la maestosità della location completava un pacchetto reso straordinario dalla mano dello chef Vito Mollica. Ecco perché quando all’inizio dell’anno ho ricevuto l’invito all’aperitivo del giovedì sera, verso fine gennaio ho deciso di provarlo nella speranza che potesse tenersi sulla falsariga delle esperienze precedenti. Invece non è stata un’esperienza all’altezza, o quantomeno non era ciò che mi aspettavo.

Luci basse e faretti colorati a illuminare i bassorilievi della hall, musica d’atmosfera eseguita dal vivo da un duo di jazzisti, sui divanetti il numero giusto di avventori: né troppi né troppo pochi. Su un lato, il tavolo con le bevande e la cassa. Fin qui tutto a posto.

Le mie tre splendide compagne di serata
Le mie tre splendide compagne di serata

E’ la formula, ad avermi lasciato diverse perplessità: mentre nei tradizionali aperitivi si paga ogni consumazione ma si può mangiare tutto ciò che è presente sui tavoli secondo la regola all you can eat, qui il servizio prevedeva un “piatto” per ogni bevuta (a 25 euro la prima, indipendentemente dal tipo di drink), fatto salvo il tris di ciotoline con salatini e olive portato di default al tavolo. Per avere il secondo piatto era necessaria una seconda bevuta, stavolta a 10 euro.

Con una certa ingenuità ho utilizzato la prima bevuta per una flute di prosecco, ricevendo in cambio poco dopo un piatto di maltagliati alla norma. Ottimi, come mi aspettavo di assaggiarli al FSF, ma – giustamente – non in quantità “regular size” . Poi scopro che per assaggiare altro era necessaria una seconda bevuta. E così nuova capatina al bar, stavolta per un Negroni, e nuovo piatto: un arancino e tre panelle, con il sugo di pomodoro per la “scarpetta”. Forse pochino, per bilanciare alcolicamente un drink servito nell’old fashioned. Avrei assaggiato altro, ma la prospettiva di una terza bevuta mi è sembrata inopportuna.

Un aperitivo da provare, dunque, ma solo a patto di avere già un altro posto dove andare a cena. Magari spendendo meno che per l’aperitivo.

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