venerdì 11 Settembre 2026
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L’Abruzzo… a Foligno: la contaminazione culinaria alla Chicchetta Bistrot

A Foligno La Chicchetta Bistrot propone un menù a base di carne di pecora, con gli arrosticini (o rustelle) che tendono un filo ideale tra Abruzzo e Umbria

“La leggenda in breve era questa: il Mediterraneo è il centro del mondo, l’Italia è il centro del Mediterraneo, Foligno è il centro dell’Italia […]” così diceva in un editoriale di Repubblica Eugenio Scalfari più di 20 anni fa per spiegare perché i folignati credevano che Foligno fosse “Lo centro de lu munnu“. E proprio nel cuore del centro del mondo a pochi km da Perugia, troviamo la Chicchetta Bistrot, ristorante che ci dice con il suo nome già buona parte di ciò che vuole raccontare. Infatti Camilla Donati, la giovane titolare di questa new entry in Umbria, alla sua prima vera esperienza al timone di un ristorante, ci tiene fin da subito a sottolineare come il nome nasca dalla sua volontà di creare “una chicchetta” di ristorazione.

chicchetta bistrot

Per raggiungere l’obiettivo Camilla ha cercato di dare importanza ad ogni aspetto della sua attività; partendo dall’ospitalità ha creato un luogo che possa accogliere in maniera genuina e ricercata tutti gli ospiti che decideranno di passare una serata all’insegna del buon gusto. La carne di pecora, prodotto tipicamente usato più in Abruzzo che in Umbria, è la protagonista indiscussa del menù de La Chicchetta Bistrot. Il focus principale è dunque l’unione tra tradizione umbra e ricette di origine abruzzesi. Anche in questo caso la scelta di focalizzarsi in particolare su questo prodotto nasce da una scelta di gusto di Camilla, grande appassionata dei classici arrosticini.

Arrosticini che ovviamente troviamo anche alla Chicchetta Bistrot, ma che sono solo una parte della proposta culinaria che attende i commensali. La giovane folignate non ha creato da sola il menù proposto, in questa avventura è infatti accompagnata da collaboratori di tutto rispetto. Ad affiancarla troviamo la chef di Rieti Valeria Ferrucci con cui la Donati ha scritto a quattro mani il menù. La giovane cuoca si diletta tra i fornelli da quando ha memoria e prosegue una tradizione di famiglia trasmessale dal nonno. Viene da esperienze di rilievo vissute con lo Chef Maurizio Serva del ristorante “La Trota” di Rivodutri (2 stelle Michelin), il quale le ha poi affidato anche la posizione di sous chef del Ristorante Origine a Terni. Una volta conosciuta Camilla ha deciso di lanciarsi in questa nuova sfida per mettersi ancora una volta alla prova.

A completare il trio che porta avanti dal primo giorno il ristorante troviamo Giacomo Sensini, aiuto cuoco di 19 anni. Senza dubbio la caratteristica comune di chi vi accoglierà è la giovane età dunque, accompagnata da grande entusiasmo. Quello che colpisce in questa chicchetta umbra è l’attenzione alla materia prima. I salumi di pecora arrivano da Rieti da un fornitore di fiducia, prodotti come il violino, la salsiccia, il salame e la pancetta. Immancabili poi sono i salumi di maiale provenienti da Norcia, i formaggi e latticini si dividono tra quelli dell’azienda agricola Tabarrini di Montefalco e quelli presi a Cascia al Caseificio L’arte del Pastore.

I piatti non sono un’assemblaggio meccanico ma c’è uno studio culinario di accostamenti per tirare fuori la migliore esperienza possibile. La volontà da parte delle giovani imprenditrici è di modificare il menù tre o quattro volte all’anno in base a ciò che offrirà la stagione. Al momento si può scegliere tra due tipologie di taglieri, uno a base di prodotti di pecora e uno di maiale, poi si passa a 3 tipologie di “coccette”: pecorino fuso con noce e miele, spezzatino di pecora alla birra e delle pallotte di pecora al sugo. Troviamo poi varie tipologie di crostoni sia di pecora ma anche con un occhio alla proposta vegetariana ormai fondamentale. E ancora 3 tipologie di hamburger veramente particolari rispetto alle solite proposte, dato che la carne di pecora non è tipicamente lavorata in questo formato.

chicchetta bistrot

Le tipologie di Rustelle, il nome più tradizionale abruzzese per chiamare i famosi arrosticini, sono 4: pecora, fegato e cipolla, pollo panato e vegetariane. Oltre a sfiziosi contorni per andare a completare il menù,  concludiamo il tutto con tre dolci, apparentemente classici della tradizione ma serviti in maniera totalmente rivisitata e stuzzicante; primo fra tutti il tiramisù fai da te. Tutta la panificazione che accompagna ogni piatto è curata anch’essa sempre all’interno del locale.

Per quanto riguarda il beverage che viene offerto si è voluto dare ampio spazio all’offerta umbra, partendo dalla birra artigianale si hanno 4 tipologie in bottiglia e 2 alla spina del Birrificio Fratelli Perugini. Per quanto riguarda la carta dei vini la cantina di fiducia è quella di Giorgio Iannoni Sebastianini che fornisce il Montefalco rosso, il Coccolone e un gradevole Rosato, poi per non far mancare la contaminazione abruzzese non manca anche un Montepulciano d’Abruzzo di Villa Diana.

“EvaBee” solito intercalare umbro, che non volendo riprende anche il tipico verso della pecora, è l’hashtag che si trova all’interno del locale di Foligno, dunque non si può non concludere dicendo: “Evabee, dopo tutte queste premesse vai a provarlo!”.

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Norma Judith Pagiotti
Norma Judith Pagiotti
H collaborato con il Corriere dell'Umbria e Piacere Magazine. Scrive per Gambero Rosso, Identità Golose, Falstaff Italia e James Magazine. Laureata in lettere moderne e immersa nei racconti e nei libri da sempre. Un'apprendista sommelier italo messicana con la voglia di imparare sempre qualcosa di nuovo.

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