Versiliano il primo, livornese il secondo: anche d’estate la liquoristica toscana continua a sorprendere. Ecco due nuovi amari da riportare a casa dalle vacanze

Amaro Velvet

Ceato da Giovanni “Mr Liquor” Frullani, giovane liquorista toscano, già noto nella regione per il suo Alpemare, Velvet mira ad essere il primo amaro omnicomprensivo a livello palatale , spingendo al contempo su tutte le note gustative della lingua, grazie ad un sapiente mix di botaniche che unisce la tradizione italiana ad elementi presi in prestito dalla cucina giapponese, e spezie da origini esotiche.

 

Il risultato? Un amaro vellutato (da qui il nome) con un’etichetta irriverente e stimolante al tatto, da bere in ogni stagione, e non solo d’estate. Addirittura la temperatura consigliata in etichetta è “ambiente”.

Amaro Artista

Livorno storicamente era “Immune da tasse e da certe gravezze”, e perciò meta prediletta per mercanti, artisti, pirati e marinai di ogni nazione, etnia e religione, creando l’ambiente ideale per l’incontro ed il confronto. è proprio da questo immaginario che nasce questo nuovo amaro livornese.

Creato “secondo l’antica ricetta originale”, gli ingredienti vengono riscoperti e rielaborati alla ricerca di un gusto unico, elegante e seducente.

Le erbe, le spezie e gli estratti sono state accuratamente selezionate e lavorate secondo tradizione, per dare vita ad un amaro senza tempo. Un liquore di colore ambrato, che con le sue note aromatiche e agrumate stupisce vuol stupire il palato con il suo sapore dolce e delicatamente persistente.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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