giovedì 10 Settembre 2026
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Ancel Keys, il papà della dieta mediterranea

Il papà della dieta mediterranea ha un nome e un cognome: Ancel Keys. Ecco la sua storia e quella di come migliorò le abitudini alimentari degli americani e diede all’Italia la palma della cucina più salubre del mondo.

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Allo stesso tempo ha salvato dal colesterolo un intero popolo – quello del Minnesota, suo Stato d’origine – e ha reso orgoglioso un altro, quello napoletano, di avere la più salubre cucina del mondo. Il papà della dieta mediterranea ha un nome e un cognome, anche se ai più non suona troppo familiare: è lo scienziato americano Ancel Keys, che nel ’75 definì i principi base della dieta dopo averla scoperta vent’anni prima insieme alla moglie Margaret studiando il particolare regime alimentare dei campani. E dire che qualche indizio i nostri connazionali dell’epoca lo avevano sottomano, dal momento che è dal cognome Keys che deriva la K delle famose “razioni K”, da lui elaborate per il fabbisogno calorico dei soldati americani sui fronti europei della Seconda Guerra Mondiale. Preparate in 105 milioni di esemplari, le razioni contenevano – insieme a un kit per l’igiene dentale – anche biscotti secchi, carne in scatola, chewing gum, cioccolata e caramelle, prodotti con cui i soldati americani facevano felici i bambini di tutti i Paesi dell’Europa liberata.

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A Keys va il merito di aver scoperto il rapporto fra corretta alimentazione e malattie cardiache, che tra i quarantenni del Minnesota erano piuttosto diffuse mentre pressoché inesistenti nei paesini di Nicotera in Calabria e di Pioppi nel Cilento. Ma se all’epoca in Italia le sue idee stentano ad affermarsi – difficile parlare di dieta a un Paese appena uscito dalla guerra e dove l’uomo sovrappeso era sinonimo di agiatezza – le cose vanno diversamente negli Usa, dove il suo libero «Eat well and stay well» (1959) fa furore. Keys “aggiusta il tiro” nel 1975, presentando agli italiani una nuova versione che comprendeva pasta, verdure da insalata condite con olio d’oliva, verdure di stagione e talvolta formaggio, più frutta e dosi moderate di vino. Nel frattempo, gli anni del boom hanno ceduto il passo a tempi di maggiore accortezza al girovita, e il gioco è fatto: gli italiani si innamorano della dieta, così come l’Unesco che la riconosce come patrimonio immateriale dell’Umanità. E Keys? Morì a 100 anni, segno evidente che la dieta… funziona.

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