venerdì 11 Settembre 2026
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Atmosfera & tecnica, la cucina di Nicholas Duonnolo alla Menagère

Firenze: in un ambiente elegante e versatile, il ristorante della Menagère è il luogo in cui chef Nicholas Duonnolo esprime una cucina contemporanea con suggestioni internazionali

Del nuovo corso della Menagère abbiamo parlato più volte, prima raccontando la riapertura dello storico locale fiorentino, poi lo spin-off estivo e il gentlemen’s club al piano inferiore: mancava la cucina, ed eccoci a colmare questa lacuna. Se può sembrare decisamente inusuale parlare più volte di un ristorante senza approfondire il tema dell’offerta gastronomica, però, forse la Menegère rappresenta un’eccezione. Non a caso, a proposito della strutture di via Ginori a Firenze si può parlare a buon titolo di una sorta di ristorante “diffuso”.

La Menagère comprende infatti una pluralità di spazi, con diverse offerte: i tavoli principali si trovano sotto un luminoso lucernario e accanto al maestoso pianoforte a coda che anima le cene degli ospiti, ma ci si può accomodare anche nella piccola e intima biblioteca inglese o immergersi nell’ambiente botanico del bistrot simbiotico al negozio di fiori. Per un ambiente più rilassante, si può scegliere il grande tavolo conviviale con l’installazione permanente di vasi colorati che illumina la parete della sala galleria. Oppure si può optare per l’esclusiva sala da pranzo del privè o sul quella dello chef’s table per un’esperienza intima con il cibo immersi nella vitalità della nostra cucina.

Diverse anime, quindi, ma con un unico fil rouge: al timone della cucina della Menagère c’è lo chef Nicholas Duonnolo, torinese di nascita ma ormai da qualche anno stabile a Firenze a coordinare le molteplici facce del locale, al servizio tanto di una clientela locale quanto di un pubblico internazionale. Sua ad esempio è la selezione di tapas – da provare, dai 15 ai 17 euro – che accompagnano i cocktail griffati da Luca Cinalli ed eseguiti da Denis Paonessa, ma soprattutto l’allestimento di un menù decisamente intrigante.

Per chi varca l’ingresso della Menagère per cena, la scelta è tra uno dei tre menu degustazione da sei portate ciascuno più un cocktail: Legumes (75 euro), Viande (85 euro), Poisson (90). Oppure l’imbarazzo è tra la selezione di ostriche (3, 6 o 12 pezzi, dai 16,50 ai 54 euro) e di crudité, tra cui spiccano l’assortimento di ostriche, carpaccio di gamberi rossi, carpaccio di tonno, carpaccio di orata accompagnato da salsa ponzu, oppure il plateaux con caviale Tradition Royal calvisius accompagnato con burro artigianale, blinis, scalogno marinato, rosso e bianco d’uovo grattugiato.

Prima di addentrarsi nelle canoniche partiture tra antipasti, primi e secondi, il menù della Menagère rivela la versatilità dello chef, con una sezione ad hoc dedicata a crudi e marinature: ecco quindi un Ceviche di orata con patata dolce, lime, coriandolo, cipolla rossa e aji amarillo (19 euro) alternarsi al Tonno marinato alla maracuja con ravanelli, daikon, rafano e barbabietola (21) o a un Carpaccio di wagyu con salsa di agrumi giapponese e pepe nero (52).

Tra gli antipasti di Nicholas Duonnolo (19-23 euro), l’opzione più opulenta è rappresentata dalla Scaloppa di foie gras impanato alle alghe, carciofi e riduzione di Porto, mentre l’alternativa vegetariana – tutt’altro che penitenziale, come ormai dimostra saldamente un certo tipo di fine dining – accosta Rape e pomodori con yogurt vegetale, clorofilla alle erbe e fiori.

I primi piatti della Menagère (21-23 euro) celebrano la stagionalità con gli Agnolotti ripieni di coniglio alla ligure, brodo di funghi, funghi porcini, yogurt e timo, mentre la pastasciutta fa capolino con un evergreen come gli Spaghetti in salsa aglio, olio, peperoncino, prezzemolo e bottarga. Chi cerca un’alternativa alla pasta non resta deluso, grazie al Risotto con gamberi rossi, cime di rapa, colatura di alici e polvere di foglie di limone (foto in alto).

Nicholas Duonnolo

È tra i secondi piatti, tuttavia, che Nicholas Duonnolo esprime il suo talento nell’attingere a tradizioni gastronomiche lontane: ecco quindi il Salmone laccato in salsa teriyaki, mela in salsa agrodolce, pepe nero, erbe e fiori a strizzare l’occhio all’Oriente, con la soia che compare anche nella laccatura della Pancia di maiale insieme a sedano, carote e cipolla. Dall’altra parte del globo arriva invece l’ispirazione per la Picanha sudamericana (con carne sia irlandese che Kobe) cotta alla brace e accompagnata da una terrina di patate e zucca, chutney di zucca, ananas e peperoncino. “Esterofila” anche l’alternativa, un sempreverde Filetto alla Wellington accompagnato con salse e contorni (foto in alto).

Abbiamo capito che la cifra stilistica della cucina della Menagère è la versatilità. Ne abbiamo ulteriore testimonianza tanto sui dessert (13 euro) – che oscillano tra un contemporaneo Parfait al pop corn con spuma al passion fruit, caramello salato, mandorle tostate e una più tradizionale Pera al Chianti in salsa speziata con crema al caramello e crumble croccante – quanto sui formaggi, con pregiate selezioni sia toscane che francesi

In definitiva, sembra quasi che con la cucina di Nicholas Duonnolo la Menagère si diverta a offrire agli avventori soluzioni alternative giocando con una pluralità di ispirazioni, che non spiazzano bensì invogliano a tornare per provare l’esperienza da una sfaccettatura diversa. Non a caso, sia sugli spazi che sui tempi – è aperto dalla mattina a sera tardi, non stop – il locale sfugge a ogni tentativo di inquadramento in categorie preconcette come ristorante “per cena” o “da aperitivo” o per un light lunch.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe ’78, giornalista professionista dal 2007. Dopo anni come redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia, è passato alla libera professione. Oggi collabora con diverse testate online e cartacee, tra cui Il Giornale, Wine & Travel, Food & Wine. È membro della World Gourmet Society, nonché corrispondente italiano per Lust Auf Italien.

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