Una giovane donna, dopo aver perso il lavoro durante la pandemia, ha avviato una piccola produzione di miele in Cile. Ma ribattezzando il suo prodotto “Miel Gibson” e usando l’immagine dell’attore americano Mel Gibson, ha subito fatto drizzare le antenne ai suoi avvocati

Miel Gibson

Quando la pandemia di Covid-19 è scoppiata anche in Cile, Johanna Agurto si è trovata senza lavoro: per sostenere la sua famiglia, ha avuto l’idea di produrre miele su piccola scala. Ma – come racconta il sito cileno 24horas.cl – la sua creatività gli ha giocato un brutto scherzo. La giovane imprenditrice ha chiamato il suo prodotto “Miel Gibson” e ha utilizzato un’immagine dell’attore Mel Gibson come marchio.

“Abbiamo trovato divertente il nome Miel Gibson – ha spiegato – e l’ho scelto per la sua originalità, per non offendere nessuno”. Sebbene la sua piccola impresa fosse di dimensioni modeste, la diffusione della sua pubblicità sui social media è finita sotto il naso dell’attore e dei suoi avvocati. E la cosa non è andata affatto bene all’alter ego di William Wallace. Da lì a breve Johanna ha infatti ricevuto rapidamente un’e-mail in inglese dai rappresentanti legali dell’attore, contenente la minaccia di perseguirla per falsificazione di immagini.

Miel Gibson

“Ero molto spaventata”, ha detto la giovane donna, che ha immediatamente rimosso tutte le immagini dell’attore dal suo logo e marchio sui social media, aggiungendo: “Voglio solo dire [a Mel Gibson] che voglio solo che il mio prodotto rimanga, e vorrei inviarglielo, che è solo uno scherzo, una parodia”. L’incidente di Johanna con “Miel Gibson” ha scatenato numerosi messaggi di sostegno sui social media e ha persino mobilitato il New York Times.

Gli avvocati dell’attore hanno affermato di non essere contrari al nome in sé, ma all’uso dell’immagine di Mel Gibson. Un proverbio latinoamericano dice che spesso c’è un male per un bene (“no hay mal que por bien no venga“): infatti, dalla sua disavventura, la giovane ha ricevuto quantali di ordinativi.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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