In Umbria, nel cuore della Terni medievale, vi è dal 1997 un luogo dell'ospitalità: l'Oste della Mal'Ora. Nata nel retrobottega della già famosa enoteca del suo ideatore Renzo Franceschini - e inizialmente ritrovo, quasi clandestino, per gli amici più stretti - l'osteria è diventata negli anni cenacolo per avventori da ogni dove
In scena al chiostro del monastero di San Benedetto a Gubbio (domenica 12 e lunedì 13 luglio 2015) la due giorni di ViniVeri, dedicata ai produttori italiani votati alla vitivinicoltura naturale. In assaggio oltre 50 etichette da tutta Italia
In tempi di crisi economica diffusa, per il frantoio Gaudenzi (www.oliodopgaudenzi.it) la “cassaforte” è arrivata dalle famiglie dell’Italia centrosettentrionale. Già, perché per l’azienda olivicola di...
È durata una manciata di giorni, la fine del rapporto tra lo chef Ivan Ferrara e la proprietà del ristorante Oliviero, a Firenze. I due hanno raggiunto un nuovo accordo, e il locale di via delle Terme ha appena riaperto
Dopo la chiusura in via Galliano ha aperto in Borgo La Croce Ararat, il ristorante armeno e georgiano a Firenze. Spazi più ampi, così come il menù, rappresentativo di una tradizione caucasica ben lungi da limitarsi alla cucina. Non più solo una braceria ma un locale etnico dove provare spiedini e...Khachapuri Agiaruli
Dopo il riconoscimento come patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, alla Buonerìa le istituzioni locali celebrano l’arte dei maestri partenopei premiando Mario Cipriano, Agostino Figliola, Domenico Luzzi, Marco Manzi, Raffaele Menna, Romualdo Rizzuti, Giovanni Santarpia e Ciro Tutino
Il valzer degli chef inaugura l'anno con due addii eccellenti, nel mondo della ristorazione fiorentina: dopo appena pochi mesi dalle rispettive inaugurazioni il giovane Ivan Ferrara si congeda da Oliviero, così come un importante "Mister X" lascia (e lo scriverò tra una settimana)
L’Essenziale continua a stupire, con un nuovo menù da degustare al pass, osservando da vicino i movimenti dello chef Simone Cipriani. Avventura gastronomica dal titolo Buio, perché si assaggia “alla cieca”, senza conoscere e senza scegliere, affidandosi totalmente all’arte dello chef. Un viaggio di 8 portate, alla scoperta delle proprie capacità sensoriali