Francesco Gaudenzi

In tempi di crisi economica diffusa, per il frantoio Gaudenzi (www.oliodopgaudenzi.it) la “cassaforte” è arrivata dalle famiglie dell’Italia centrosettentrionale. Già, perché per l’azienda olivicola di Trevi (Perugia) è lo stretto rapporto con il consumatore finale a garantire quel flusso di vendite e liquidità indispensabile a gestire un meccanismo complesso come un frantoio, con scarti di diversi mesi tra il momento dell’investimento e quello del suo ritorno economico. In un momento in cui abbondano ristoratori e rivenditori che – mettiamola così – non sono sempre puntualissimi nei pagamenti ai fornitori, infatti, la vendita diretta di olio alle famiglie è stata una panacea. Non una casualità, però, bensì il frutto di un lavoro continuo e costante di educazione del grande pubblico, di passaparola, di buone pratiche. Certo, hanno contribuito anche le numerose medaglie e i premi internazionali che ogni anno ottengono alcune delle cinque diverse selezioni prodotte dal frantoio (Quinta Luna, Casalontana, Chiuse di Sant’Arcangelo, 6 novembre e 1950), a loro volta provenienti solo ed esclusivamente da 21 ettari di olivi di proprietà nel cuore della Dop Umbria, Colli Assisi Spoleto. Le varietà di olivo sono quelle tipiche della zona: moraiolo, frantoio e leccino, che vengono coltivate biologicamente in modo da garantire la genuinità del prodotto. Un aspetto, quello del marchio “bio”, che Francesco Gaudenzi giudica con la dovuta attenzione ma senza dimenticare un aspetto: “Il cliente non acquista il nostro olio perché c’è il logo del prodotto biologico certificato – conferma – ma perché sa di trovare un alimento sano e di qualità”. Oggi, nello stabilimento di Trevi (volutamente costruito in maniera da rendere trasparente anche dall’esterno ciò che avviene nelle stanze, a garanzia di una linearità di procedure mai scontata nel settore oleario) il frantoio Gaudenzi gestisce e controlla l’intera filiera nell’olio, dalla cura degli oliveti alla raccolta delle olive fino alla produzione dell’extravergine. L’impianto di estrazione è stato realizzato a poca distanza dagli oliveti, proprio per poter frangere le olive nel più breve tempo possibile e garantirne così la totale integrità.

Il Frantoio Gaudenzi

Entrando a visitare il frantoio, l’impressione è che la gestione familiare non sia solo un omaggio alle mode: la passione per il proprio prodotto la si legge negli occhi di Francesco Gaudenzi – figlio di Vittorio, che nel 1950 rilevò un antico frantoio, rinnovandolo e rendendolo all’avanguardia in appena tre anni – ma anche in quelli della moglie Rossana e del figlio Stefano che, conclusi gli studi, ha deciso di seguire l’azienda di famiglia allenando a dovere il “naso” e guadagnandosi così una certa fama nell’ambiente degli assaggiatori. Nel 2003 la sede del frantoio è stata trasferita in un nuovo edificio in pietra, concepito anche per l’accoglienza e la vendita diretta, e i macchinari completamente sostituiti per poter estrarre l’olio a freddo.

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Il risultato sono oli dai nomi evocativi (6 novembre è la data di nascita di Vittorio Gaudenzi, 1950 l’anno di nascita dell’azienda, Chiuse di Sant’Arcangelo il nome del campo in cui vengono coltivati gli olivi che danno quella selezione, Quinta Luna invece perché è realizzato con le olive raccolta a partire dalla quinta luna dopo la fioritura) dal colore verde brillante, dai profumi fruttati e con un sapore ampio e persistente, con caratteristiche note di amaro e piccante.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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