Nuovo capitolo per il Risiko degli chef stellati: oggi Andrea Mattei - per undici anni alla corte di Salvatore Madonna presso il ristorante La Magnolia...
Al Pitti Uomo di gennaio 2015 abbiamo assaggiato la cucina di Roberto Cerea, chef del ristorante "Da Vittorio" a Brusaporto. Un consiglio: se passate...
A Firenze il 22 gennaio è stato consegnato l'ambito riconoscimento Birraio dell'anno, che premia il miglior produttore di birra dell'anno passato: si tratta di Simone...
Dieci baristi, provenienti da diversi Paesi stanno per volare in Honduras dal 1 al 10 febbraio per affrontare la seconda edizione del talent show dedicato al...
Nella Toscana del Sangiovese, del Canaiolo, dell’Aleatico e del Colorino, ecco il vitigno che non ti aspetti: lo spagnolo Tempranillo, coltivato dall’azienda della famiglia Beconcini,...
La ristorazione italiana vive una trasformazione silenziosa ma significativa: sempre più locali scelgono di affiancare (o sostituire) il menu cartaceo con un menu digitale QR. Tra le piattaforme cui si guarda con maggiore interesse c'è MenuForma
Dalla carbonara alla zuppa inglese, dagli arancini al tiramisù: le origini (vere o presunte) dei piatti italiani dividono città e regioni in altrettante rivalità a tavola
Diciassette anni dopo il documentario con cui Ermanno Olmi diede forma filmica alla visione di Carlo Petrini fondatore di Slow Food, la biodiversità si estingue, la terra è ridotta a merce, il cibo a spettacolo. Abbiamo costruito l’Arca dei semi, ma continuiamo ad alimentare il diluvio.
Oggi più che mai, un buon caffè non si misura soltanto dalla crema o dall'intensità dell'aroma: si riconosce dalla filiera che lo sostiene, dalle persone che lo lavorano e dalla capacità di trasformare una pausa di pochi minuti in un'esperienza che racconta territori, competenze e passione. Il caso di Espresso Giada a Pistoia