L’hotel Villa San Michele di Fiesole (Fi) riapre i battenti, e per l’occasione lo chef Alessandro Cozzolino chiama un parterre di stelle Michelin. Storia di un evento destinato a non finire qui…

Il cielo nuvoloso su Fiesole prometteva pioggia, domenica scorsa. Ma l’unica pioggia che si è abbattuta su Villa San Michele – A Belmond Hotel è stata quella delle stelle Michelin che hanno celebrato la riapertura dell’albergo. Per l’occasione, lo chef Alessandro Cozzolinoqui avevamo raccontato il suo arrivo e la sua cucina – ha messo insieme un parterre di tutto rispetto, chiamando un po’ di amici e organizzando via Whatsapp un evento che sembra proprio destinato a non finire con la prima edizione.

Tecnicamente si trattava di un brunch, ma quando in cucina prendono posto chef del calibro di Gaetano Trovato, Riccardo Monco, Filippo Saporito, Rocco De Santis, Nino Di Costanzo e così via, anche un “semplice” brunch si trasforma in qualcosa di più, specie se le materie prime sono appannaggio di nomi come Cristiano Savini, Simone Fracassi o David Bedu. Immortalati dagli scatti di Vincenzo Errico, infatti, i protagonisti hanno accolto una selezione di invitati – il tutto nel pieno rispetto delle norme anti Covid – con un piatto ciascuno.

Ecco dunque alternarsi i pani e le focacce di David Bedu con i salumi – e la bistecca, servita con spuma di fagioli al tegamino e lime – griffati Fracassi con la ricciola affumicata con salsa bernese, gel di limone e zuppetta di olive, di Rocco De Santis (campano come Cozzolino, ma non sarà l’unico connubio della giornata….) e del sous chef Fabio Silla.

Ed ecco infatti che lo chef di Villa San Michele ha portato sulle colline fiesolane uno dei suoi maestri, il bistellato Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, col suo Riso in bianco bruschetta e ricci.

Allo squillo campano risponde una tromba toscana, con un altro bistellato ai fornelli: Gaetano Trovato di Arnolfo (Colle Val d’Elsa) e il suo sous chef Ariel Hagen hanno portato al brunch fiesolano il loro tocco creativo con una Pappardella ripiena di chianina IGP e cipollotto, mentre poco distante il resident chef della Loggia Ristorante Gourmet spadellava i bischeri del pastificio Gentile con una riduzione al cacciucco ed emulsione di melissa.

Tra gli antipasti un altro evergreen della cucina stellata fiorentina, la terrina di fegatini con pan de’ santi by Filippo Saporito (foto in alto), con al seguito un assistente d’eccezione, mentre Alessandro Bergamo, sous chef del Ristorante Cracco in Galleria, ha proposto un croccante di piselli e patate. Dal canto suo, Caudio Mengoni (Borgo san Jacopo) ha preparato una spuma di cavolfiore cozze pane alle erbe pomodorini brasati e capperi.

Il resident chef della Loggia Alessandro Cozzolino ha realizzato un tortello di Germano reale con amaranto della Val di chiana tartufo nero estivo, per l’occasione grattugiato SPM (Sue proprie mani) da Cristiano Savini. Poco distante, Stefano Cipollini (Atelier Tessieri) alle prese con un Daino di San Rossore in dolceforte con gelato di cipolla e ciliegia.

Presenti all’appello anche Riccardo Monco e Alessandro Della Tommasina hanno tirato fuori dal cilindro quello che a detta dello scrivente è stato uno dei piatti meglio riusciti, il Gazpacho di pomodoro e fragole con mazzancolle e stracciatella (in alto nella foto).

E mentre Vito Angelilli pensava alle libagioni, sul fronte dei dessert se la sono giocata due giovani talenti: da un lato la pastry chef della Loggia Serena Cilenti con un Fiorentino al Bacio, caramello, mollica di pan dolce alla nocciola e crema d’orzo, mentre dall’altro l’elbana (ma trapiantata a Barcelona) Ambra Campodonico con una tartelletta ai fiori di limone, ciliegia e nepitella.

Al di là dell’aspetto gastronomico, però, è il messaggio che Alessandro Cozzolino ha voluto lanciare, che merita di essere ribadito. Chiamare a sé un parterre de roi dell’alta gastronomia italiana non è solo un segnale di amicizia tra un gruppo di chef, ma vuol rappresentare un nuovo inizio sia per il ristorante di Villa San Michele sia per l’intero comparto del fine dining così duramente provato. Ecco perché, come conferma il deus ex machina dell’iniziativa, questo non è che l’inizio.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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