martedì 27 Ottobre 2026
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Solidarietà: Bologna, al La Porta poker di chef per una cena stellata

A Bologna gli chef Agostino Iacobucci, Riccardo Agostini, Giuseppe Postorino e Pasquale D’Aniello insieme al La Porta Restaurant per una serata di beneficenza a favore di “Azione contro la fame”

la porta restaurant bologna

Un poker di chef per una cena “stellata”, in cui l’alta ristorazione ha incontrato il mondo della solidarietà: accade a Bologna, dove al La Porta Restaurant è andata in scena una serata in collaborazione con Azione contro la Fame, l’organizzazione internazionale specialista nella lotta alla fame e alla malnutrizione infantile. A confrontarsi ai fornelli per una nobile causa sono stati – accanto a Pasquale D’Aniello e Sara Daolio, rispettivamente chef e pastry chef de La Porta – gli stellati Agostino Iacobucci (titolare dell’omonimo ristorante stellato di Castel Maggiore), Riccardo Agostini (patron del Piastrino di Pennabilli) e Giuseppe Postorino (executive del ristorante milanese L’Alchimia). L’appuntamento fa parte di “Ristoranti contro la Fame”, iniziativa giunta alla sua 8° edizione con oltre 132 ristoranti aderenti, che contribuisce a sostenere i progetti della campagna “Mai più Fame”, in Italia, India, Libano, Sahel e Repubblica Democratica del Congo.

Importante il menu, comprensivo dei vini in abbinamento serviti dai sommelier della delegazione Assosommelier di Bologna, composto da piatti contemporanei e molto invitanti: la serata è partita con Agostino Iacobucci e il suo Sedano rapa, mandorle, uova di trota affumicata e olio al rosmarino, accompagnato con un calice di Champagne brut, Aubert et Fils. A seguire il risotto Milano – Bologna di Giuseppe Postorino: un Risotto alla milanese con ragù alla bolognese crudo e cotto (foto in alto) abbinato a un calice di Maximum brut, Cantine Ferrari.

La cena stellata di solidarietà è continuata con Riccardo Agostini e il suo Canederlo romagnolo con daino e brodo di montagna, in accompagnamento a un calice di Nobile di Montepulciano, Tenute del Cerro. A seguire Pasquale D’Aniello e la sua Lingua croccante con cime di rapa, cozze, limone piccante e bottarga (foto in alto) accompagnato con un calice di Nebbiolo, Agostino Bosco. A finire, la pastry chef Sara Daolio ha presentato “Non solo limone”, un muesli croccante alle nocciole, meringa italiana, curd di limone, limone fermentato e polvere di limone bruciato, accompagnato con un calice di Moscato d’Asti, Ceretto.

La serata ha dato modo di approfondire la conoscenza con La Porta Restaurant, ristorante nella zona fieristica del capoluogo emiliano, in prossimità di Porta Europa, la tredicesima porta all’ombra delle due torri. Lo staff è composto da giovani professionisti provenienti da ogni angolo d’Italia e del mondo: ogni regione italiana trova rappresentanza, con un percorso di integrazione e inclusione che racconta gli ideali perseguiti dal locale. La cucina tradizionale – con un immancabile tocco gourmet – è al centro dell’offerta, così come la ricerca sul territorio delle materie prime adatte ad ogni piatto e il conseguente studio delle peculiarità e degli accostamenti fra ingredienti. A ciò fa da contraltare la selezione delle etichette nella carta dei vini: oltre 300 nomi custoditi nella preziosa cantina a vista.

la porta restaurant bologna

La scelta della cena stellata di beneficenza non è casuale: da oltre un anno, La Porta Restaurant ha scelto di declinare la propria filosofia all’insegna di parole chiave come la sostenibilità, la filiera corta, il legame con il territorio e la comunità di riferimento. A ciò si accompagna una experience che, al di là della ristorazione in sé, è impreziosita da elementi come l’ambiente caldo e raffinato, il servizio accurato, la zona riservata per gli aperitivi, la confortevole cigar room di ultima generazione e il parcheggio sotterraneo videosorvegliato.

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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