Arrivato in Umbria dopo le esperienze stellate nel Chianti e sul lago di Como, lo chef Vincenzo Guarino è oggi alla guida della cucina del Castello di Postignano, nel perugino

ristorante castello di Postignano

Il Castello di Postignano, le cui origini risalgono al IX secolo, è uno dei borghi più belli dell’Umbria. Situato nel comune di Sellano (Perugia), nel cuore della Valnerina, terra di santi, fate e antichi manieri, fu abbandonato nei primi anni Sessanta a causa dell’emigrazione. Oggi, grazie ad un’attenta opera di restauro durata molti anni, a cura degli architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella, il Castello di Postignano è un suggestivo relais diffuso con piscinam, Spa e ristorante gourmet “La Casa Rosa”, alla cui guida vi è l’executive chef Vincenzo Guarino.

Tornato in Italia centrale dopo l’esperienza al Mandarin sul lago di Como, al Castello di Postignano Vincenzo Guarino è artefice di una cucina creativa mediterranea, proprio come recita il titolo del suo primo libro “La Cucina Creativa Mediterranea“, dove ha raccontato il suo lavoro, la sua passione, il suo rapporto con la cucina e le ispirazioni che ha raccolto in giro per il mondo, desiderando che fossero i suoi piatti a parlare.

E i piatti che Vincenzo Guarino propone a La Casa Rosa, insieme alla lady chef Maria Massimiani e la sua brigata,  parlano un linguaggio fatto di territorialità, ricercatezza, tradizione  a cominciare dal Carpaccio di cinghiale con tartufo di Norcia, o la Fojata di Sellano (specialità della Valnerina ed in particolare di Sellano dove esiste una sagra ad essa dedicata, ndA), per poi proseguire con la Guancia di vitella cotta a bassa temperatura e germogli di spinaci, mentre per dessert la tipica Rocciata o la Fojata, leccornìe della tradizione umbra ma qui proposte con un’impronta innovativa.

Vincenzo Guarino è definito da molti addetti ai lavori nel mondo della ristorazione l’uomo della stella Michelin, visto che in ogni tua recente sosta ha sempre conquistato l’ambito macaron. Questo gli fa immenso piacere e spera, che dopo le recenti stelle conquistate prima in Toscana al Castello di Spaltenna a Gaiole in Chianti e ultimamente in Lombardia al Mandarin Oriental Lago di Como, si possa rispettare l’antico detto ‘Non c’è due senza tre’ e portare anche al ristorante La Casa Rosa del Castello di Postignano un nuovo macaron.

Articolo precedenteOggi è l’International Picnic Day: ecco i 5 più pazzi ed estremi del mondo
Articolo successivoBurger made in Tuscany: ad Arezzo tutti pazzi per Alò
Laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali e nazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli, il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il premio ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’, ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson' ed ultimo (2019) il Premio Giornalistico Città di Cherasco. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano).

Rispondi