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Nuova cantina in vista per l’azienda Colognole, nel cuore del Chianti Rufina, di proprietà della famiglia Spalletti Coda Nunziante. La scelta di affidare la progettazione a giovani promesse dell’architettura italiana nasce da una collaborazione tra l’azienda e il dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze. Obiettivo dei 37 studenti del corso di laurea in Scienze dell’Architettura è stato inserire tra cielo e terra originali proposte architettoniche, stando attenti a non creare cattedrali nel deserto. Ai ragazzi è stato chiesto di non privilegiare l’aspetto puramente formale e promozionale, puntando non sulla magnificenza dell’opera ma sull’aspetto tecnico-funzionale, basilare per ogni cantina contemporanea. Comune denominatore dei progetti è la funzionalità necessaria per razionalizzare il ciclo produttivo, ottimizzando spazi e abbattendo costi e tempi di produzione. L’azienda punta ad aumentare la produzione di bottiglie dalle 110mila attuali a 160mila unità entro 3-4 anni al massimo, e ciò non può prescindere dalla nuova cantina. La scelta del progetto da realizzare avverrà tra la primavera e l’autunno prossimi.

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“A primavera il Comune ci comunicherà le volumetrie che intende autorizzare, – spiega Cesare Coda Nunziante – e a quel punto saremo in grado di fare una prima scrematura tra i progetti. Realizzati sotto la guida del professor Fabio Fabbrizzi, tengono conto delle esigenze paesaggistiche e sono state raccolte nel libro Progetti tra paesaggio agricoltura e tecnologia (Edifin Edizioni Firenze) che sarà presentato nei prossimi mesi alla Galleria dell’Accademia”. La collaborazione tra l’azienda di Colognole e il DIDA è stata  apprezzata dal sindaco di Pontassieve, Marco Mairaghi: “Un progetto – afferma –  che darà lustro non soltanto all’azienda, ma anche al nostro territorio che ben si sposa con l’idea realizzata dai giovani allievi dell’Università di Firenze”.

Villa Colognole

La nuova cantina di Colognole dovrà essere funzionale, oltre che accattivante dal punto di vista del design. Ed è stata proprio questa la scommessa degli studenti: sospesi tra paesaggio e nuove tecnologie, i plastici mostrano una reinterpretazione degli spazi che si estendono tra i filari delle Rogaie e delle Sinopie ed esprimono la loro visione di cantina moderna, bella e funzionale allo stesso tempo. Uno spazio capace di accogliere di volta in volta addetti ai lavori o turisti del vino (sempre più numerosi) senza turbare la quiete dell’agriturismo.

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Nella tenuta di proprietà della famiglia dei conti Spalletti Trivelli con la discendenza dei marchesi Coda Nunziante, le vigne si alternano ad eleganti costruzioni coloniche e il ristorante di Colognole è spesso meta di appassionati di vino, impegnati in degustazioni guidate con professionalità e passione da Mario Coda Nunziante (fratello di Cesare, impegnato in azienda fino dai primi anni Novanta). Un po’ come nel caso di un gruppo di amici di Go Wine, associazione che riunisce appassionati di vino con cui abbiamo pranzato e degustato vini a Colognole.

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Tra i progetti c’è “Lo spazio tra le cose” di Ivo Romagnoli, che si distingue per la bellezza dell’ambientazione e l’inserimento nel paesaggio. “Domus Vinifera” di Massimiliano Nerattini dà importanza a una parte interna alla struttura destinata all’accoglienza di visitatori. Mentre il progetto di Martina Fiaschi “Quando il paesaggio diviene architettura” oltre a proporre una struttura poco invadente crea un comodo accesso per persone e mezzi. Il programma proposto dall’azienda, con la collaborazione di Guendalina Coda Nunziante, sorella di Mario e Cesare, lei stessa architetto, era una cantina con fasi di lavorazione “a caduta” capaci di sfruttare la gravità per la movimentazione del vino da una fase all’altra del processo produttivo.

Villa Colognole

Le cantine tecnologicamente avanzate rappresentano  un ritorno d’immagine per le aziende vitivinicole impegnate nella sfida verso una produzione che punta alla qualità, coniugando gli input del mercato alle proposte agrituristiche. A Colognole tutto questo c’è, insieme all’amore e alla passione della famiglia verso la Toscana. In questa azienda si respira un amore sconfinato per la vite, tanto da impegnare negli ultimi 20 anni la discendenza familiare (che ha intrapreso quest’avventura all’inizio dell’Ottocento) in un’impresa faticosa ma esaltante, sostituire i vecchi vigneti con impianti di nuova generazione, che tenessero conto della selezione dei cloni di Sangiovese a cui negli anni si è dedicata l’Università di Firenze.

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Nei prossimi anni ricorrerà il centenario dell’attività viticola iniziata dal padre di Gabriella Spalletti Trivelli: i discendenti puntano ad affrontare le celebrazioni con la nuova cantina già operativa. Colognole, spiega Cesare Coda Nunziante, è “il luogo della memoria familiare, un posto dove ci riuniamo nei giorni di festa, un’occasione per celebrare la famiglia e la sua unità”. “Alle nuove generazioni – conclude Gabriella Spalletti Trivelli – vogliamo affidare non solo un’attività imprenditoriale di lunga storia ma anche un progetto di vita, una coesione familiare, la consapevolezza delle proprie radici che sarà per loro un punto di riferimento nelle difficili scelte del futuro”.

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