Una serata a sei mani da Sophia Loren restaurant vede insieme i pizzaioli Francesco Martucci, il fratello Sasà e Ciccio Vitiello, tre casertani doc. “Noi facciamo squadra, mai in concorrenza”

ph. Dinner, please! Consulting

Cos’hanno in comune Francesco Martucci, il fratello Sasà e Ciccio Vitiello? Più di quanto s’immagini, oltre alla comune maestria nell’arte bianca. Al netto della differenza d’età (rispettivamente classe ’79, ’83 e ’92) e del diverso posizionamento nelle classifiche (Francesco è primo per 50TopPizza, Sasà 11° ma col miglior servizio di sala e Ciccio è stato 9° e miglior emergente Gambero Rosso), i tre pizzaioli casertani rappresentano un’autentica enclave a Firenze: è da circa un anno che un pezzo del territorio della città campana ha messo radici nel capoluogo toscano. E per una serata, i tre si riuniscono da Sophia Loren restaurant per una cena a sei mani.

piza fil rouge sasà martucci

In una città come Firenze, che fino a poco tempo fa vedeva protagonisti pizzaioli provenienti da altre città campane (Giovanni Santarpia è di Castellamare di Stabia, Romualdo Rizzuti della provincia di Salerno, Marco Manzi di Ischia, Donato Menechella di Molinara e via così…) il trio di casertani si ritrova sotto il comune denominatore di un prefisso – 0823 – che Francesco Martucci porta persino tatuato sulle dita della mano.

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E se in linea d’aria la distanza che intercorre tra le rispettive pizzerie a Caserta (I Masanielli di Francesco e Sasà e Casa Vitiello) è di meno di tre km, questo spazio si riduce ancora se consideriamo il chilometro scarso che separa piazza della Repubblica – dove ha consulenza Francesco Martucci – da piazza del Mercato Centrale, dove si trova la pizzeria di Ciccio. Vicini a Caserta, insomma, ma ancor più vicini a Firenze.

ciccio vitiello, francesco martucci, sasà martucci

Ciò non ha mai rappresentato un problema, però, a nessuna latitudine: “I Masanielli e Casa Vitiello non sono mai stati in concorrenza tra di loro – spiegano Ciccio Vitiello e Sasà Martucci – perché hanno identità differenti. Siamo partiti dal nulla, ci conosciamo da quando eravamo ragazzini”. E dopo un lungo stop dal mondo degli eventi, per Ciccio il ritorno sulle scene è proprio con gli amici e colleghi di sempre.

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“Abbiamo deciso davanti a una bottiglia di champagne, un sabato sera a fine servizio, di venire a fare una serata a Firenze perché la nostra Caserta ha vissuto a lungo all’ombra del Vesuvio, prima che gli equilibri si spostassero e i poli della pizza diventassero altri. Ecco perché ha valore portare qui il nostro prodotto”.

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La sinergia tra Ciccio Vitiello, Francesco e Sasà Martucci trova piena definizione nel menù che il trio casertano ha presentato da Sophia Loren restaurant: dopo la Margherita Casertana di Sasà Martucci (passata di pomodoro riccio, stracciatella di bufala, olio Evo) è stata la volta della nuova Recensione negativa di Ciccio Vitiello (in alto nella foto), da poco creata e già diventata un must. Non solo per la trovata di ricreare con la polvere di olive un finto fondo bruciacchiato in una sorta di camouflage dell’arte bianca, ma per un innovativo cambio di prospettiva: nell’inseguire la sperimentazione, finora si è sempre pensato a cosa mettere sopra la pizza, anziché per una volta… sotto.

la Domenica di Francesco Martucci

Dopo la Fil Rouge di Sasà Martucci (fior di latte, ventresca di tonno rosso cbt, polvere d’olive, datterino dry, confetture di cipolle al balsamico e olio Evo) la Domenica di Francesco Martucci – foto in alto – suona come un’ode al pasto conviviale della domenica, una pizza casalinga e ancestrale che ci riporta a suggestioni di pentole di ragù fumante e sugo di carne. Il tocco del ‘mastro’ sta nella triplice cottura (al vapore, fritta e al forno) che nulla toglie alla leggerezza dell’impasto ma apporta al morso un gradevole elemento croccante.

E infine, dopo un classicone di Francesco Martucci come il Futuro di Marinara (pomodoro arrosto, pesto d’aglio, capperi, alici, olive e origano) la serata del trio di pizzaioli casertani di conclude con la Cambia-Menti di Ciccio Vitiello (foto in alto), con cui conferma una certa predisposizione a uscire dagli schemi. E’ una schiacciata nei cui strati trovano posto pancia di maiale cbt, mozzarella di bufala fresca e un’insolito connubio di chutney di mango e cocco disidratato che contribuisce a fornire l’effetto-dessert.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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