Sono giovani, in gamba e da un punto all’altro della Toscana hanno creato una piccola enclave dell’Albania: da Ardit Curri a Gentian Shehi, ecco i cinque migliori chef albanesi che lavorano in Toscana

chef albanesi in Toscana

Della loro tradizione nazionale culinaria hanno portato qualche spunto, ma – da Firenze a San Gimignano fino a Montalcino – sono riusciti a emergere creando una piccola enclave dell’Albania in Toscana. Ecco le storie, i volti e i nomi dei cinque migliori chef albanesi che lavorano in Toscana.

Ardit Curri, San Martino 26 (San Gimignano)

Ardit Curri, classe 1987, è nato a Tirana e ha vissuto in Albania fino a 16 anni. Raggiunge l’Italia, dove già viveva il fratello più grande (oggi suo braccio destro in cucina) e si stabilisce ad Arezzo per studiare all’alberghiero. Poi il trasferimento a San Gimignano, prima al ristorante Perucà della famiglia Pernarella e dal 2014, sempre a San Gimignano, al San Martino 26. Tra le sue esperienze, quella da Beatrice Segoni al Konnubio, da Terry Giacomello del ristorante Inkiostro di Parma e con il connazionale Bledar Kola. Ardit propone una cucina gourmet ma legata al territorio, con ricette basate su ricerca e studio, provando anche a tenere insieme i suoi due background culturali.

Nertil Prroni del “Panorama Restaurant (Hotel La Scaletta, Firenze)

Nato a Scutari nel 1984, Nertil Prroni è arrivato a Firenze nel 1999 ma ha iniziato a lavorare presso l’ippodromo Le Mulina come artiere ippico di cavalli da trotto, e poco dopo è entrato nel ristorante dell’ippodromo, dove è rimasto in cucina fino al 2013. Dopo questa lunga esperienza ha lavorato al ristorante dell’Hotel La Scaletta come capo partita e dal 2014 al 2016 come cuoco presso il Konnubio. Dal 2017 è Chef del ristorante “Panorama Restaurant” dell’Hotel La Scaletta. Il suo stile predilige piatti capisaldo della cucina italiana realizzati con ricette di un tempo (ragù a lunga cottura) ma dall’altro realizza piatti contemporanei caratterizzati da accostamenti più inusuali, utilizzando materia prima italiana contaminata da elementi provenienti dalla cucina giapponese e albanese. I suoi “signature” per la stagione estiva di “Panorama Restaurant” sono la Pappardella artigianale al maiale nero d’Aspromonte e la Tartare di cervo con topinambur in diversi modi, perle di tartufo e oro di Cetara.

Entiana Osmenzeza

Tra gli chef albanesi in Toscana è quella che (finora) ha sfiorato la stella Michelin, grazie a una cucina di alta qualità e un’attenzione spiccata ai particolari. Entiana Osmenzeza si è fatta conoscere come chef del Westin Excelsior prima dell’epopea di Matteo Lorenzini, ma la sua storia è ben più radicata in Toscana: dopo i primi stage a Monte Carlo, Parigi e Ventimiglia, arrivano il Louis XV di Monaco e il Gambero Rosso di Fulvio Pierangelini a San Vincenzo (Livorno) prima e in Sicilia poi. Quando nel 2011 arriva la proposta del St. Regis, Entiana arriva a Firenze. Dopo un passaggio dall’altro lato di piazza Ognissanti, al Se.sto on Arno del Westin Excelsior, approda da Gurdulù in Oltrarno. Qui resta fino al 2017, con l’arrivo di Gabriele Andreoni, ed Entiana – che nel frattempo ha avuto una bambina – si prende un periodo di riposo.

Gentian Shehi, Winter Garden by Caino (Firenze)

Classe ’81, Gentian Shehi è forse una delle novità più eclatanti del St. Regis, soprattutto per la capacità di esprimersi pur restando all’ombra – in senso buono – della chef stellata Valeria Piccini. Executive chef del Winter Garden by Caino dal settembre 2018, Gentian Shehi non è nuovo nelle cucine di piazza Ognissanti, dove è entrato da sous chef nel 2011. Arrivato in Italia all’età di 9 anni, in Puglia, la sua cucina porta ancora i segni della sua formazione, iniziata con gli studi di piano al conservatorio e proseguiti dopo il diploma alberghiero: armonia, equilibrio e ritmo caratterizzano anche i suoi piatti. È arrivato in piazza Ognissanti dopo esperienze al Four Seasons, nel gruppo Intercontinental Hotels e come docente ad Apicius presso la Florence University of the Arts.

Ronald Bukri, Osticcio (Montalcino)

Nato a Durazzo nel 1987, Ronald Bukri si trasferisce con i genitori ad Empoli, all’età di 6 anni. Dopo il diploma e le prime esperienze, muove i primi passi nell’alta ristorazione a Colle Val d’Elsa nelle fila di Arnolfo. Dopo un breve periodo al Ristorante Schöneck, è a Il Canto della Certosa di Maggiano che trova la sua illuminazione. Il genio e l’energia di Paolo Lopriore lo colpiscono a tal punto da farne, ancora oggi, il suo punto di riferimento. Matura esperienze all’estero, da Londra all’Australia. Di rientro in Italia, torna in Toscana ed entra a far parte del nuovo progetto di Igles Corelli in quel di Atman a Villa Rospigliosi prima di spostarsi nuovamente, stavolta a Parma, al Ristorante Inkiostro sotto la guida di Terry GiacomelloDal febbraio 2018 guida la riapertura di Osticcio, storico locale nel cuore di Montalcino.
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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.