Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Montecatini per scoprire Funi 1898
Viaggiare vuol dire muoversi da un punto all’altro, non fermarsi e continuare a mettersi in gioco. Se questo è lo spirito, poco importa se il viaggio comporta uno spostamento fisico, temporale o emotivo, perché l’atto stesso del mettersi in movimento comporta in se lo sforzo di cambiare, per scoprire cosa c’è più in là della propria comfort zone. Può capitare addirittura che una fotografa internazionale, una grande esploratrice che per lavoro e per passione ha passato anni intorno al globo, decida di essere arrivata a destinazione (solo a livello geografico) a Montecatini, e accetti la sfida di prendere in gestione insieme al marito la funivia che collega la parte alta alla parte bassa del paese, trasformando la stazione di partenza in uno dei più bei cocktail bar di Toscana.
Funi 1898 infatti, ha piano piano vissuto il paradosso di passare dall’essere punto di passaggio per i turisti, a divenire la meta finale della gita. Un bellissimo risultato, figlio di un lavoro durato anni, basato su uno staff affiatato, tanta fantasia e alla voglia di continuare a evolversi ed a crescere sempre.
All’interno delle antiche mura della stazione di partenza della funicolare, il un locale di gusto classico e ricercato senza mai apparire pretenzioso, Francesca Gentile è riuscita a portare avanti un dialogo tra la complessità e la semplicità, grazie a signature cocktail filosofici e cucina toscana rivisitata.
Non è un caso che la nuova carta cocktail del locale assomigli tanto alla titolare, e che tutte le creazioni rispecchino una splendida umiltà che risulta sempre più difficile riscontrare nei professionisti della ristorazione, e proprio per questo lascino sorpresi molto più di mille fronzoli barocchi.
È stata privilegiata la semplicità, in ogni creazione (nota di merito per il primo tentativo serio di usare l’Aperol in un cocktail diverso dallo spritz), provando a far percorrere al cliente un viaggio interiore attraverso sapori sinceri che lo ispirassero più che confonderlo. Ogni drink viene accompagnato da biscottini studiati per completare il viaggio introspettivo dalla maestra pasticciera Sabrina Scalabrini.
Se adesso è piacevole rintanarsi al calduccio del Funi 1898, magari ad ascoltare un po’ di musica dal vivo, con la bella stagione è sicuramente da sfruttare la formula dei “cocktail d’asporto” per godersi una gita in cima alla funicolare. D’altronde una vera viaggiatrice doveva trovare il modo di portarsi anche qualche cocktail in giro, non vi pare?







