Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: il BigEasy a Prato

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Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Prato per scoprire il BigEasy

I bar d’hotel sono una delle categorie più nobili per chi ama il buon bere miscelato. Da sempre è qui che ci si può sentire a casa in ogni posto del mondo grazie al servizio impeccabile, e ci si può gustare i cocktail classici eseguiti alla perfezione o godersi le più ardimentose sperimentazioni. Se è facile da concepire che non tutti gli alberghi abbiano un bar di livello all’interno, può invece sorprendere l’idea che possa succedere il  contrario.

Eppure le volte ci sono dei cocktail bar che paiono essere stati sradicati da un hotel di lusso per essere poi appoggiati da qualche altra parte, e qui proseguire il proprio percorso in autonomia.  In questo numero di Toscana da bere, il primo dedicato a Prato, ho deciso di parlarvi di un bar d’hotel a cui manca solo una struttura ricettiva intorno. Infatti il BigEasy, fin dalla sua apertura a giugno 2017 ha avuto ben chiaro il suo obiettivo, ovvero quello di garantire uno standard qualitativo e di servizio sempre altissimo, per far vivere al cliente un’esperienza di qualità.

Non pare un caso dunque che i due soci fondatori del locale provengano da esperienze lavorative nel mondo dell’hotellerie, Marco Serri negli hotel e nei ristoranti di Firenze e Matteo Fusai all’estero (tra Barcellona e Londra), e che il loro incontro quasi casuale mentre entrambi erano impegnati in altre avventure lavorative abbia portato alla nascita di un locale di questo tipo

Il BigEasy, che trae il proprio nome dallo storico nickname di New Orleans, città-mecca per gli appassionati di cocktail, è un locale d’ispirazione anni ’20, curato negli arredi tanto quanto nella proposta. L’obbiettivo dichiarato del locale è quello di accompagnare il cliente alla scoperta di una mixology evoluta, guidandolo in questo viaggio attraverso un percorso di conoscenza. Il fatto che i due titolari (uno dietro al bancone e l’altro in sala) siano entrambi bartender preparatissimi permette a chi viene a bere di scoprire tutte le sfumature di questo mondo, e di scegliere la bevuta più adatta ai suoi gusti. La proposta di cocktail non è mai banale, e il menù (che si rinnova tre volte all’anno) è all’insegna dei signature, anche se ovviamente i classici sono sempre ben venuti.

Sperimentazione che si ritrova anche nelle iniziative organizzate dal locale che, nonostante non abbia proposta food (essendo un cocktail bar puro), organizza cene a tema come quelle a base di  pesce in pairing con il Gin, oppure gli abbinamenti tra  carne e Rum e (prossimamente) la cena messicana con i distillati d’agave. Grande attenzione è sempre posta nella scelta della materia prima, con una predilezione per quanto riguarda la tradizionalità e l’italianità dei drink (non a caso in bottigliera la fanno da padrona amari e liquori del Bel Paese).

Situato in Piazza Mercatale, il BigEasy fin dalla sua apertura non ha mai voluto inseguire la movida pratese, preferendo crearsi una propria clientela affezionata, disposta a venire apposta e a spendere un prezzo corretto per drink di qualità. Una strategia vincente, che ha permesso al bar di non dover inseguire politiche a ribasso, e di conquistarsi così una clientela di affezionati, passione che viene trasmessa anche a chi, ispirato dalle loro creazioni vuole imparare di più sul mondo del bar (Al BigEasy infatti non solo si tengono Masterclass, è anche sede di corsi di bartending organizzati e tenuti dai due soci). La prova? Il “Conte Pratese”, variante del Negroni presente nella prima cocktail list, e creato esclusivamente con prodotti del pratese (Opificio Nunquam e Amaro Ferro China) è ritornato in carta a seguito della richiesta popolare. Una dimostrazione di un pubblico attento e ormai affezionato che sa riconoscere la qualità e il valore dell’idea. Per chi non avesse modo di provarlo quindi, c’è ora una seconda possibilità. Cosa aspettate, il viaggio è talmente breve che ci si mette meno che a trovare parcheggio in centro a Firenze!

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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