L’evoluzione del “ready to drink” è frutto di mixologist ingegnosi che hanno saputo reinventarsi con drink list originali e packaging da artista: ecco 4 casi in Toscana 

Di Chiara Martinelli

Insieme al già consolidato food delivery, si sta facendo strada con successo il cocktail delivery, ovvero la possibilità di proseguire quelle “ore felici” (tradotto letteralmente dal più conosciuto happy hour anglosassone) all’interno delle mura domestiche. In effetti l’aperitivo è davvero un momento di ritrovata convivialità: mentre sorseggi un Manhattan o un Cosmopolitan ti rilassi e ritrovi quella spensieratezza mista a un certo svago che dona un tocco di lieto fine alla giornata. Vedi gente, fai due chiacchiere con l’amico, insomma l’highlight delle 19 ti fa rientrare a casa con la sensazione che domani sarà un altro giorno.

Da questo nuovo mood nasce la curiosità di approfondire come molti titolari di locali, Bartender e Mixology appassionati, abbiano cercato di sopravvivere alla red zone e al recente coprifuoco imposto alle 18, notoriamente l’orario ideale per gli amati del drink hour serale. Il tour parte dalla Toscana: prima tappa il Mugello e poi via fin dentro al cuore degli happy hour outdoor firmati da 4 mixologist che non hanno mai smesso di accontentare i clienti. Un’onda lunga iniziata con il primo lockdownne avevamo parlato qui – e che continua ad alimentarsi tra aperture a singhiozzo e incoraggianti richieste da casa. Eccoli, i toscani delle consegne a domicilio, i loro locali e le loro grintose invenzioni.

Tommaso Sarti, “Elementi” – Barberino del Mugello (FI)

Tommaso è uno dei sei soci del Cocktail Bar Pizzeria a Barberino del Mugello. L’idea di confezionare un menù “pizza e cocktail” è nata subito, con il blocco di marzo, l’obiettivo era dare un seguito al servizio di asporto. “Non volevamo però fermarci a ciò che avevamo sempre fatto, così ci siamo concentrati sull’aspetto “drink delivery”, portando avanti non solo la nostra passione ma anche un servizio che in quel momento poteva contribuire a portare nelle case la convivialità da bancone che in un piccolo centro come Barberino sarebbe inevitabilmente venuta a mancare. Così abbiamo preparato cocktail sottovuoto sulla scia dei più classici insieme ai nostri signature.

Il cocktail di punta?

“Assolutamente il Tre Corsari (un Dark’n Stormy riveduto e corretto, con vaniglia e passion fruit) e il Negroni Bianco con il nostro Vermouth del Mugello Oro”.

Alessio Ciurini & Alessio Ninci, “White Dog” – Poggibonsi (SI)

Si conoscono dal 2016, entrambi bartender e manager in un locale estivo a Certaldo. Poi si chiedono: perché non continuare la stagione estiva per 365 giorni l’anno? E’ così nasce il White Dog , frutto di corsi di studio e di esperienze al Jerry Thomas e alla Campari Academy. “Avendo impostato il locale con apertura serale dalle 19 il cavallo di battaglia è ovviamente il cocktail, oltre alla cena alla carta con selezione di vini e bollicine.
La nostra filosofia è il ‘Twist in Classic’ ovvero la riscoperta di cocktail contemporanei e celebri di un tempo cercando di migliorarli, aggiungendo o sostituendo ingredienti, sia commerciali che prodotti home-made, come sciroppi, sode, foam e fermentati. Dopo il lockdown ci era chiaro che i drink dovevano essere consumati a casa, quindi abbiamo optato per una formula semplice e veloce, senza tralasciare la qualità”.

E così avete trovato la “medicina” e la ricetta giusta per guarire …

“Con una semplice bottiglietta da 150 ml farmaceutica e con tappo auto sigillante, abbiamo creato una piccola drinklist; i clienti potevano scegliere e ordinare come se fossero al locale, chiamandoci o inviandoci sui social le loro richieste. Ad oggi abbiamo già cambiato due drinklist e introdotto anche un abbinamento di food con tartare di manzo, tagliere di salumi e formaggi. La formula attuata è la prenotazione dei drink entro le ore 19.00 per il giorno stesso e le ore 14.00 per ordinare food.

Poi è entrato in gioco un concorso…

“Nell’ultima quarantena abbiamo introdotto anche un album del White Dog con delle figurine; al primo ordine il cliente riceveva l’album in omaggio, dopodiché ogni due drink riceveva una figurina dell’album. Ogni figurina è una ricetta di un cocktail classico, in cui viene spiegata la tecnica, gli ingredienti e il procedimento per realizzarlo anche a casa. Un contest molto apprezzato dagli acquirenti”.

Non vi siete fermati al periodo invernale
“No, ultimamente abbiamo introdotto la modalità delivery anche per il locale estivo, con una formula diversa, bensì quella delle lattine da 33cl. Abbiamo investito una somma di denaro su una lattinatrice e chiesto ad una disegnatrice di creare delle etichette che rappresentassero dei cartoni animati “sbronzi”, in modo tale da avere un prodotto esclusivo e che uscisse dai soliti canoni di drink versato su ghiaccio. Un cocktail in lattina “ready to drink”, da poter bere freddo come se fosse una birra o un calice di vino bianco”.

Qual’ è il drink che più vi rappresenta nello scenario post covid?

“Non abbiamo un cocktail che ci rappresenta, i nostri clienti ormai sanno di poter scegliere qualsiasi drink e che non rimarranno delusi. Però ne abbiamo uno che non è mai stato tolto dalla drinklist perché non replicabile da casa, l’Ohio, e si compone di:
– gin infuso con camomilla e rosa
– Lime
– Sciroppo home Made ai fiori d Hibiscus

Bledar Ndoci, “Il Barrino” – Bagno Vignoni (SI)

Siamo in un bar storico di Bagno Vignoni, dallo stampo molto classico, aperto nel 1989.
La vision di Bledar Ndoci e il suo socio, Yurii Brodesku, è trovare un filo sottile che colleghi il passato col futuro, valorizzando al massimo il territorio e la toscanità. Il Barrino infatti non è solo per gli avventori locali ma anche per gli innumerevoli turisti che visitano il borgo ogni anno. “Il progetto delivery – spiega – nasce dall’esigenza di rimanere in contatto coi nostri clienti, volevamo continuare a fornire loro un servizio che fosse in grado di soddisfarli ma con la consapevolezza che per produrre cocktail da asporto (nel rispetto di tutte le normative) sarebbe stato necessario collaborare con un opificio. Un nostro amico, nonché ex collega, aveva appena avviato un laboratorio di produzione a Bassano del Grappa; ci è voluto molto poco per intraprendere una forte collaborazione con lo Zest Al Quérto Lab.
Il progetto oggi prevede produzione e vendita al dettaglio di lattine contenenti svariate tipologie di cocktail; dal classico Gin Tonic, all’ Americano, passando per il Moscow Mule fino ad arrivare al Flora Dora.



Qual è il drink che più vi rappresenta?

“Gin Tonic, o meglio, Nove Tonic… Dove Nove è il nome del Gin prodotto da me e il mio socio Mauro Colombo. La lattina mantiene invariate le caratteristiche del prodotto finale, pertanto ci aiuta a portare il Barrino nelle case dei nostri clienti nel pieno rispetto dei vari DPCM”.

Cosimo Neri, il “Salotto Negroni” – Certaldo (FI)

Era marzo 2019, esattamente un anno prima del primo lockdown, quando Salotto Negroni lanciò il menù a tema “ricettario medico”. Preveggenza? O intuito imprenditoriale.. viene da chiedersi! “Si trattava di un menù elaborato come un vero e proprio ricettario medico, dove al posto delle medicine classiche il dott. Neri prescriveva i suoi rimedi ai clienti. Rimedi che potevano essere ovviamente consumati al locale, ma anche portati a casa in comode bottigliette farmaceutiche in formato monodose da 100 e 150ml.

E quali erano gli eccipienti del bugiardino alias futuro cocktail delivery?

C’era il “Levitrus”, un Negroni piccante a base di rum, indicato come afrodisiaco, l’ ”Oki Task” con il cognac alle pere, ovvero una miscela contro le noie quotidiane ad azione immediata; c’era la “Black Aspirina”, cioè l’Artiglio del Diavolo e molti altri ancora. Col lockdown mi sono armato di spirito di iniziativa e un po’ di coraggio, pensando di sfruttare quell’esperienza di cocktail in bottiglia per cominciare quello che poi sarebbe diventato il primo cocktail delivery toscano.

Un menù ristretto con circa 10/12 grandi classici, dal Negroni al Gin Tonic, dallo Spritz al Moskow Mule. Il servizio mi esplose letteralmente tra le mani, tanto da non riuscire a gestire tutti gli ordini in entrata. Si ordinava su whatsapp, e personalmente preparavo, imbottigliavo ed etichettavo sul momento ogni singolo drink per poi fare consegne in giro per tutta la Valdelsa. Passano le settimane ed il servizio prende più struttura, il menù si allarga e le bottigliette si rifanno il look un paio di volte. Finalmente tra maggio e giugno abbiamo riaperto il locale ma devo dire che contro ogni aspettativa c’era chi ancora chiedeva il suo cocktail in sicurezza a casa. Con le nuove chiusure di fine ottobre sono nate però nuove collaborazioni, la prima su tutte quella con Campari, dedicando 4 etichette (Negroni, Americano, Sbagliato e Boulevardier) alle opere che Depero aveva disegnato a cavallo tra gli anni 20/30’ “.

La pandemia ha creato sinergie importanti con altri mixologist del territorio…

“In collaborazione con i ragazzi di White Dog usciamo con dei cocktail ready to drink in lattina, questa volta a marchio Chalet Parco di Canonica, locale estivo che gestiamo insieme dal 2015. Sono lattine dal packging irriverente, illustrazioni fatte a mano dalla disegnatrice Federica Fagiolini, di cartoni animati un po’ brilli”.

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