La nuova cocktail list del Locale va alla riscoperta del Rinascimento, tra aneddoti ed estetica

Sapevate che se si dice “bischero” a Firenze è per via di una famiglia che fece una solenne stupidata? E che per tenere i bimbi tranquilli si usava far contare le api di una statua del Giambologna? E da dove nasce la passione per il viola in città? Le risposte a queste domande sono nella nuova nella nuova cocktail list del Locale, in via delle Seggiole

Sapevate che se si dice “bischero” a Firenze è per via di una famiglia che fece una solenne stupidata? E che per tenere i bimbi tranquilli si usava far contare le api di una statua del Giambologna? E da dove nasce la passione per il colore viola in città? Le risposte a queste domande e a tante altre domande sono nella nuova nella nuova cocktail list del Locale, in via delle Seggiole.

NEGRONI DI COLOMBO

Canto dei Bischeri

Cocktail dedicato ai “bischeri”, parola tipica del volgare fiorentino, derivante da un curioso aneddoto successo ad un’importante famiglia della Firenze del rinascimento, i Bischeri appunto, che possedevano le loro proprietà nella zona che la Repubblica Fiorentina aveva dedicato alla costruzione del Duomo. I Bischeri non accettarono nessuna offerta per l’esproprio delle loro proprietà, sebbene l’amministrazione offrisse indennizzi sempre più alti: fu un grande incendio a risolvere la situazione, distruggendo tutte le proprietà dei Bischeri, che finirono così in rovina.

LA CHIESA GRANAIO

Api del Giambologna

Giungendo in Piazza Santissima Annunziata ci si trova di fronte al monumento di Ferdinando I de’ Medici, opera realizzata dal Giambologna e successivamente da Pietro Tacca. Il monumento ha un doppio significato, in quanto dietro alla prima statua ne venne plasmata un’altra: un’ Ape Regina ed uno sciame di api lavoratrici disposte tutte intorno in maniera tale da confondere chiunque tenti di contarle. Si dice che quando i bambini chiedevano insistentemente qualcosa ai genitori, questi promettevano loro che avrebbero esaudito i loro desideri a patto che riuscissero a contare le api dell’insegna di Ferdinando I, ovviamente mai con successo.

ELIXIR DE MAR

Sorbetto di Ruggero

La storia della nascita del sorbetto si vuole far risalire al Gran Conte Ruggero, ovvero Ruggero I di Sicilia, vissuto nell’anno Mille. Caterina de’ Medici porta con se il sorbetto a Marsiglia per il banchetto del suo matrimonio e lo propone come dolce composto da acqua ghiacciata, zucchero e succhi ricavati dalla frutta.

Mamma Oliva

Cosimo I nel XV secolo dà vita ad uno stato moderno e riorganizza l’agricoltura: redistribuisce tra i capifamiglia le terre con un bassissimo canone purché vengano trasformate in vigneti ed uliveti. Se nelle piccole proprietà predomina la vigna, l’olivo trova più spazio nelle grandi proprietà, le fattorie. Le grandi nazioni, Inghilterra, Belgio, Francia, Russia e Germania, sprovviste di tali piante, scendono a cercarlo in Italia. Il mercato mondiale si avvia allo scambio liberistico, comportando un aumento del prezzo dell’olio fino a dieci volte: coltivare olivi è diventato ormai un guadagno sicuro.

Elisir di Caterina

Il carciofo dapprima non godette di un eccessivo favore culinario, tanto che nei primi del 1500 Ariosto affermava: “durezza, spine e amaritudine molto più vi trovi che bontade”. In quell’epoca, l’ortaggio iniziò comunque a comparire frequentemente nei trattati di cucina, dove si spiegava come trinciarlo e prepararlo. La stessa regina Caterina de’ Medici ne divenne una sua estimatrice: un affresco all’interno della nostra sala del Cherubino, da lei commissionato, ritrae un amorino che con una mano regge un bicchiere di vino e con l’altra un carciofo.

Palla del Verrocchio

E’ il 1472 quando sopra la Cupola del Brunelleschi venne collocata la Palla realizzata dal Verrocchio. Nel 1600, a causa di un temporale violentissimo, la palla colpita da un fulmine venne sradicata dagli infissi e, rotolando sulla cupola, cadde nella piazza sottostante: passarono due anni prima che la palla potesse tornare a splendere sopra la cupola. Dietro l’abside del Duomo è tutt’oggi visibile, sul pavimento, un cerchio di marmo posto ad indicare il punto in cui cadde la palla.

NEGRONI DI COLOMBO

Piazzetta de’ Rucellai

In via della Vigna Nuova si apre la Piazzetta de’ Rucellai, dedicata all’omonima famiglia. I Rucellai, faliglia iscritta all’Arte della Seta e della Lana è divenuta col tempo una delle più importanti della Firenze rinascimentale. Si narra che un loro antenato, durante un viaggio in Oriente, nell’espletare un bisogno fisiologico, si sia reso conto di come una particolare erba, in seguito detta “Oricella”,assumesse una particolare colorazione viola (il famoso Viola Fiorentino) quando veniva a contatto con l’ammoniaca presente nelle urine: tale pianta fu coltivata in larga scala in una zona della città, in seguito conosciuta come Orti Oricellari.

Foto a cura di Martino Dini

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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