La seconda edizione di Cookstock si chiude con la cena nella sede dell’azienda vinicola Ruffino a Pontassieve, e un menù preparato da quattro food blogger guidati da Chiara Brandi (alias Forchettina Giramondo). Ecco com’è andata

Gli ingredienti c’erano tutti, per chiudere in bellezza l’appuntamento di Cookstock a Pontassieve: l’azienda vinicola Ruffino che ha fatto da sostenitrice alla manifestazione, gli organizzatori della kermesse, le istituzioni, gli sponsor e ospiti selezionali. Ma soprattutto, per salutare l’edizione 2015 di Cookstock, sono stati chiamati a raccolta alcuni dei protagonisti della gastronomia “smart” contemporanea non professionale. In altre parole, i food blogger. Chi mi conosce sa che non sempre ho avuto parole tenere, per questa categoria e alcuni suoi rappresentanti. Eppure stavolta il deus ex machina di Ruffino, Francesco Sorelli, ci ha visto giusto e ha affidato la cena a una pattuglia di quattro food bloggers, capitanati e coordinati dalla poliedrica Chiara Brandi, alias Forchettina Giramondo. Ecco com’è andata la cena, presentata da Leonardo Romanelli, suddivisa per piatti:

1) Antipasto: terrina di fegatini, il Ruffino, il melograno e la senape, eseguito da Lorenzo Noccioli di Popeating.it

Cena Ruffino Cookstock Pontassieve - Il Forchettiere

Forse il piatto più “contemporaneo” della serata, sicuramente il più complesso e tecnico. Ottimo il fegatino in sé così come il crumble, e tutto sommato felice l’accostamento con gli altri ingredienti, ma il gioco di consistenze diverse non sempre è stato compreso appieno. Al mio tavolo, almeno, più di un commensale si è chiesto quale fosse il melograno, quale la riduzione di vino e quale la senape. La presenza delle sfere ha portato al piatto un grado di complessità elevato, e va premiato il modo in cui è stato onorato il vincolo del vino all’interno del piatto. Voto 6,5
In abbinamento con il Rosatello Prima Cuvée

2) Primo: Raviolone con pasta fresca al vino e pecorino, eseguito da Sandra Pilacchi di Iosonosandra

Cena Ruffino Cookstock Pontassieve - Il Forchettiere

Piatto interessante, soprattutto per la felice scelta del ripieno, a base di salsiccia di maiale, ricotta e spinaci. Probabilmente con un piatto servito più caldo il pecorino fuso avrebbe esaltato ancor di più il raviolo, cotto peraltro piuttosto bene. A penalizzare il piatto in sé è il requisito del vino, che inserito nell’impasto dà un po’ di colore ma aggiunge quasi nulla a livello di sapore. Voto 6,5
In abbinamento con la Riserva Ducale Oro – Chianti Classico Gran Selezione 2010

3) Secondo: Filetto di maiale con mele e patate di Cetica, eseguito da Barbara Lechiancole di Cucina di Barbara

Cena Ruffino Cookstock Pontassieve - Il Forchettiere
Il piatto rivelazione della serata: il filetto di maiale è stato preparato in maniera egregia, succulento senza sbavature, e il piatto è stato ben servito nel suo complesso. Da sottolineare la scelta delle bucce croccanti di patata di Cetica, mentre l’acidità delle mele si è posata perfettamente con le altre componenti del piatto. Positivo anche l’inserimento del vino. Voto 7
In abbinamento col Modus Igt Toscana 2007

4) Dessert: Il biancomangiare, pesche di Rosano e vinsanto, eseguito da Chiara Brandi di ForchettinaGiramondo

Cena Ruffino Cookstock Pontassieve - Il Forchettiere

Intelligente la scelta di proporre un dolce legato al territorio, non eccessivo né nella quantità né nella pesantezza degli ingredienti. Buono il legame con il Vinsanto (anche se, a onor del vero, spesso è più facile abbinare un vino liquoroso ai piatti dolci rispetto ai rossi con le pietanze salate). E se questo dolce, come ha confermato Chiara, è stata una “soluzione d’emergenza”, immaginiamo che il piano A avrebbe regalato ai commensali sorprese ancor più interessanti. Voto 6,5
In abbinamento col Serelle, Vinsanto del Chianti 2010

Articolo precedenteLibri: Riccardo Clementi racconta il “Contadino 2.0”
Articolo successivoSchiacciata d’autore: a Firenze 10 chef raccontano la loro focaccia
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

2 COMMENTS

Rispondi