Non solo ristoranti e alberghi: la situazione legata al Coronavirus sta provocando danni all’intera filiera. Ecco l’appello dei pescatori dell’Argentario, che lamentano il crollo del prezzo del pesce per la mancanza di richiesta

Che l’economia italiana rischi di rimanere travolta dalla crisi del Coronavirus è ormai fatto noto a tutti, ma quello che oggi appare forse invisibile è gli effetti immediati che la chiusura di ristoranti e l’accaparramento dei beni non deperibili (a discapito del fresco) stiano avendo nell’immediato per chi, di queste attività, e da sempre fornitore.

È questo il grido d’allarme che lanciano i pescatori dell’Argentario, bloccati alle banchine non per il virus, ma per il crollo dei prezzi del pesce fresco, collegati alla mancanza di richiesta sul mercato. Basti pensare che per le barche più piccole per lavorare necessitano 40 litri di gasolio, mentre per i grandi pescherecci ne sono necessari almeno 200 visto che si allontanano maggiormente e per tutta la giornata.

Se (come sta succedendo in questo momento) i costi diventano eccessivi, e finiscono per superare gli introiti, l’unica soluzione per i pescatori è di restare a terra, e aggravando ulteriormente la situazione. In questo videomessaggio, la richiesta d’intervento dei pescatori dell’Argentario, ormai stretti nella morsa. Per aiutarli potrebbero bastare piccoli gesti, come acquistare pesce toscano (o italiano), e provare così ad attenuare la crisi aspettando la fine della quarantena.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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