Fin dalla sua prima edizione (1985), la maratona di Médoc riunisce i grandi appassionati di sport del vino. Quest’anno la gara non si farà: per motivi di sicurezza è stato deciso di rimandare questa corsa, reputata tra le più belle del mondo

Un’altra vittime eccellente del Covdi 19: fin dalla sua prima edizione nel 1985, la Maratona di Médoc riunisce i grandi appassionati di sport del vino. Quest’anno purtroppo la gara non si farà. Per motivi di sicurezza è stato deciso di rimandare questa corsa che viene reputata tra le più belle del mondo.

Il percorso della gara porta i corridori provenienti da tutto il mondo ad immergersi nel mondo del vino correndo attraversando le vigne prima, e potendo fermarsi per degustare i grandi vini delle proprietà che hanno attraversato poi, grazie a ben 23 degustazioni previste al termine della corsa.

La corsa si snoda attraverso 50 castelli di Bordeaux per scoprire le produzioni locali. Questa gara atipica attira più di 9000 corridori e quasi 50.000 spettatori ogni anno, tutti sedotti dalla particolare atmosfera, e attratti dalle numerose animazioni proposte in ciascuno dei villaggi attraversati.

 

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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