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E’ nato con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la ristorazione dell’Oltrarno, e in effetti ha tutti i requisiti per potersi conquistare uno spazio di nicchia nel panorama fiorentino: una location strategica, a due passi da piazza Santo Spirito; uno stile di cucina attento al territorio e agli equilibri di sapori e calorie; una “mente” imprenditoriale che in fatto di gastronomia sa il fatto suo. Dopo i primi 35 giorni di apertura, abbiamo testato CiBi (www.cibifirenze.it) in via delle Caldaie. Il nome, chiariamolo subito, unisce la Ci di cantina e la Bi di bistrot.

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Prima ancora di mettersi a sedere, colpisce lo stacco di qualità rispetto ai locali limitrofi: ampie vetrate con tavoli a vista e scelte architettoniche decisamente ispirate. Lo studio Benaim ha infatti voluto valorizzare alcuni elementi materici che richiamano il passato del fondo commerciale (dove sorgevano le botteghe di un fornaio e un fabbro) e celebrano la filosofia del recupero degli arredi, a partire dal pavimento in ferro o quello realizzato con vecchie assi in legno, retaggio di un cantiere edile. Nella prima sala il lampadario di vetro è ricavato da bottiglie, mentre le sedie richiamano lo stile tedesco anni ’60 e sopra il bancone di sette metri – a sua volta realizzato con le doghe delle barrique esauste usate per la stagionatura – fa mostra di sé un lampadario con 35 grosse lettere retroilluminate tratte da insegne dismesse dal sapore vintage. Nell’altra stanza, invece, la cucina a vista si apre accanto a una piccola corte esterna che a partire dalla primavera diventerà operativa come spazio verde.

Una volta a sedere, il menù offre qualche interessante sorpresa sia nella carta dei vini – dove accanto agli elementi di classificazione tradizionali (annata, produttore, vitigno) troviamo criteri individuali (“nobili”, “radici”, “materia”, “sole”, “Bacco” e così via) che ne evidenziano il carattere, oltre a birre artigianali e distillati – che in quella delle portate. La scelta non è eccessivamente abbondante, il che è un bene: a nostro dire, meglio 5-6 proposte che lo chef padroneggia rispetto a 12 opzioni a più alto rischio. Se a pranzo la scelta si fa più essenziale, così come il prezzo, a cena il ventaglio si allarga senza che il prezzo segua di conseguenza. In altre parole – come ci conferma Lirio, uno dei titolari – si può cenare restando sotto i 30 euro a persona. La flessibilità dell’orario d’apertura garantisce poi il servizio anche per i ritardatari o gli indecisi.

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Abbiamo assaggiato il risotto carciofi e limone con filetto di spigola (in alto), trovandolo decisamente accattivante ed equilibrato: il riso era cotto al punto giusto e il sapore della spigola legava bene con gli altri elementi del piatto; delicati anche gli gnocchi di castagna con cinta senese. Di secondo una costata di vitello ci ha confermato l’abbondanza delle porzioni, mentre il coniglio arrotolato con carciofi e pancetta ha superato la “prova”: gli habitué dei Tre Forchettieri sanno che personalmente considero il coniglio una cartina al tornasole della capacità dello chef. Il polacco Bogus, da vent’anni sulla piazza fiorentina prima di approdare al CiBi, ce l’ha fatta. E’ stato lui – ci spiega ancora Lirio – a sposare la filosofia della stagionalità dei prodotti, di un occhio di riguardo sia per la qualità delle materie prime che per il territorio di appartenenza. L’obiettivo è una cucina di sapori semplici e tradizionali, poco salati, ma esaltati ai fornelli.

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I progetti sono incoraggianti: nelle intenzioni degli ideatori del progetto, CiBi vuole diventare anche un luogo d’intrattenimento legato al mondo del cibo. In coincidenza con l’inizio della primavera e col recupero di altri spazi, si terranno presentazioni di libri alla presenza degli autori, incontri con i produttori e degustazioni guidate di vini e distillati, lezioni tematiche di cucina e proiezioni. Sono previste anche attività per i più piccoli con uno spazio domenicale dedicato al loro divertimento.

CIBI

Via delle Caldaie 12-14r, Firenze
www.cibifirenze.it – #CIBIFirenze
Aperto da martedì a domenica a pranzo
Orario 10.00 – 1.00

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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