Se la distillazione è l’arte di intrappolare i sapori nel tempo, la sfida di farlo diventa via via più ardua se si accresce il valore della materia prima. Eppure questo sembra non spaventare i giovani imprenditori che hanno voluto rendere liquido il Tartufo Bianco

La storia di Spirit of Truffles ha inizio nel lontano 1735  quando una coppia di cugini intraprendenti, Giuseppe della Vitterra e Louis-Antoine Vernisse, costruirono una piccola  distilleria sulla riviera ligure. Le due famiglie si dedicarono  con passione alla produzione di liquori esotici di eccellente  qualità ottenendo un forte successo già dagli inizi dell’800.

La formula della crescita della distilleria risiedeva nel  desiderio costante di innovazione, già dal 17° secolo  infatti, i cugini ipotizzarono la produzione di uno spirito che  prevedesse l’infusione del tartufo bianco ma l’ambiziosa  ricetta rimase per secoli solo un sogno nel cassetto. Nel 1943 la distilleria venne ridotta in cenere da un  bombardamento e i discendenti decisero prima di delegare  la produzione dei propri prodotti e poi di cedere totalmente  il progetto a chi avesse avuto il desiderio e l’ambizione di  continuare quella storia.

Nel 2020 l’azienda italiana Aluxion Alliance, acquisendo il  glorioso marchio, ha dato nuova vita ad una storia secolare  e introducendo nel mercato nel 2021 il prodotto Spirit of  Truffles ha finalmente coronato l’ambizioso concept dei  cugini Vernisse e Vitterra: una ricetta chiusa in un cassetto  del XVII secolo e che aspettava di vedere la luce.

IL TARTUFO BIANCO D’ALBA

Per realizzare Spirit of Truffles vengono  accuratamente ricercati e selezionati i migliori  esemplari del prestigioso protagonista della  tradizione culinaria italiana: il Tartufo bianco  d’Alba (Tuber Magnatum Pico), uno dei frutti più  rari della natura.

Molto diffuso in tutta la regione del basso Piemonte,  il Tartufo bianco è reso celebre dalla città di Alba  (CN) dove, dal 1929, ha luogo ogni anno la più  importante manifestazione al mondo dedicata al  Tartufo bianco e in prossimità della quale si tiene  l’Asta Mondiale del Tartufo bianco d’Alba.  La rarità, il suo profumo caratteristico e il gusto inconfondibile  oltre ad influire sul costo del prodotto lo rendono un vero e  proprio oggetto del desiderio per i buongustai.

Il valore di mercato del Tartufo bianco d’Alba è soggetto ad  oscillazioni in base alla domanda, alla disponibilità, alla zona  di raccolta, peso, dimensioni e stato di conservazione ma le  quotazioni raggiunte dalla Borsa del Tartufo bianco d’Alba  (3.500/4.500 euro al chilo – 2017) confermano perchè questa  pepita unica, sapientemente infusa in Spirit of Truffles,  venga spesso associata ad un bene prezioso.

SPIRIT OF TRUFFLES

Spirit of Truffles  è uno spirito infuso di raro tartufo bianco  italiano e altre botaniche naturali accuratamente selezionate,  lavorato secondo l’antica ricetta originale Vernisse et Vitterra️  e attraverso un processo brevettato.

Lo spirito invecchiato in botte, gli aromi paradisiaci del  tartufo bianco d’Alba e le invitanti sfumature del rum  affumicato restituiscono molto più di un semplice distillato.

UNO SPIRIT VERSATILE

Un vero e proprio oggetto raro da condividere con gli amici  e la propria famiglia, l’epilogo perfetto per una cena a base  di risotti, formaggi, selvaggina e carne, da accostare a un  delicato dessert o da degustare in qualsiasi momento della  giornata per rendere speciali anche i momenti più semplici  di convivialità.

Da consumarsi preferibilmente liscio a temperatura  ambiente, Spirit of Truffles è un prodotto versatile che può  essere degustato anche “on the rocks” ed è un’ottima base  per cocktails ricercati ed unconventional. Un trait d’union tra  un pubblico adulto, amante di distillati particolari, e nuove  generazioni che amano cedere alla tentazione di nuove  esperienze nella scoperta dei piaceri della tavola.

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Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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