L’estate è il periodo migliore dell’anno per (ri)scoprire alcuni vermouth al bicchiere: ecco quello del Mugello a base di vino bianco

La Toscana è terra di grandi vini, conosciuti e amati in ogni angolo del pianeta. Eppure, questa terra racchiude altre tradizioni alcoliche, più misteriose e meno conosciute, ma non per questo meno affascinanti. Tra queste, il vermouth. Che sia di vino rosso o la versione col vino bianco di Prato, il vino aromatizzato rientra nella lista dei liquori tipici della regione. Un liquore a bassa gradazione alcolica, preparato a partire dal mosto e dalla sapiente miscela di erbe aromatiche, che gli conferiscono profumi dolci e balsamici, speziati e fruttati. Questo Agosto vogliamo farvene scoprire 3, due bianchi ed un rosso, che vi consigliamo di provare al bicchiere (magari freddi) per riscoprire il piacere di una tradizione antica. Oggi parliamo del Vermouth del Mugello.

Dire “Mugello” equivale a dire Toscana. La regione, celebre per il suo autodromo, è anche una zone più verdi e ricche di attrattive. Tra l’ottima cucina – in primis i tortelli – e il lago di Barberino, questo angolo in provincia di Firenze è senza dubbio una delle mete più amate per le gite fuori porta.

Da oggi, però, ha un motivo in più per essere visitata, perché alle molte specialità da gustare se ne aggiunge una nuovissima da bere. È il “Vermouth del Mugello”, nato dal sogno e dall’intraprendenza di un gruppo di giovani imprenditori locali, e realizzato a partire dalla fortificazione di un un mix di vini bianchi della zona cui è stato aggiunto alcool purissimo e di raffinata distillazione, col quale arriva a 15°, e dall’infusione di una quindicina tra erbe aromatiche e officinali equilibrate che si sposano con lo zucchero.

Di colore giallo paglierino, al naso si riconoscono subito l’assenzio e aromi tropicali, mentre il gusto amaricante gioca con tonalità chinate e di liquirizia. Tra gli ingredienti, interessante la presenza di zafferano, coltivato in Mugello, che contribuisce a rendere il gusto morbido, equilibrato e piacevole, con un finale lungo e deciso, che si porta dietro una scia lievemente amarognola di genziana.

Nella versione classica va servito con cubetti di ghiaccio completandolo con una scorza di arancia o pompelmo rosa. Perfetto a fine pasto in abbinamento con dolci, biscotti e cioccolato amaro. “Vogliamo rendere al Vermouth un po’ di giustizia – spiega Lorenzo Gironi, uno dei titolari – proponendolo liscio anche come aperitivo”. In miscelazione è perfetto in un Negroni bianco, così come in altri due classici come l’Hanky Panky e il Martinez.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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